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Relitti nel Mar Nero: cimitero di navi, le usavano i veneziani per commerci in Oriente?

ATENE – Un cimitero di navi, anzi di relitti di navi, nel Mar Nero. Probabilmente si tratta di navi, spiega Paolo Virtuani sul Corriere della Sera, che rifornivano gli empori e le colonie che nel medioevo Venezia e Genova avevano stabilito nel Mar Nero per il controllo dei commerci con l’Oriente.

Non è ancora del tutto rivelato, eppure figura già tra le scoperte archeologiche più importanti del 2015. Al largo dell’Egeo, nell’arcipelago Fourni, una cascata di 13 isolette greche a non molta distanza dalla Turchia è stato rinvenuto un gigantesco cimitero di navi. Sono relitti di epoca classica ed ellenistica, databili tra il 700-400 avanti Cristo e il sedicesimo secolo.

Gli scienziati cui si deve la scoperta sono archeologi di una spedizione greco-statunitense, coordinata dall’Università di Southampton, che in un paio di settimane avrebbe dovuto rintracciare antiche rotte navali. Erano preparati ad una missione di successo, ma di certo non si aspettavano tanto. La sorpresa, per la quantità di relitti, 22 in tutto, in meno di 17 miglia quadrate, si aggiunge alla fortuna di aver visto svelarsi all’improvviso una inaspettata rete commerciale nel Mediterraneo, lontana dai grandi porti dell’antichità e lungo rotte dunque insospettabili.

L’Egeo, il mar Nero, Cipro, il Levante e l’Egitto, a distanza di secoli si scoprono vicini, come se esistessero già, fin dai tempi, i collegamenti low cost. E sorprende persino gli studiosi la varietà di carichi, alcuni dei quali mai visti prima. Non solo anfore e piatti, ceramiche o orci, c’è materiale di studio anche per l’ingegneria navale, oltre che per la storia e l’arte.

L’arcipelago, benché lontano dalle città importanti e dagli snodi commerciali di valore, è comunque strategico come punto di appoggio per la navigazione orientale dell’Egeo. Sull’asse est-ovest Fourni è uno snodo tanto quanto quello nord-sud che collega la Grecia con l’Oriente. Ora gli archeologi sono al lavoro per creare una mappa in 3D del sito. Man mano, le navi che rappresentano il 12 per cento del numero degli scafi mai trovato in Grecia, verranno riportate in superficie e collocate nei musei dopo i restauri e gli studi. Meno del 5 per cento delle coste dell’arcipelago di Fourni è stato scandagliato dagli archeologi. Pescatori locali e amanti dei fondali sanno che il patrimonio sott’acqua è praticamente inesplorato e sono pronti a collaborare con gli scienziati che pianificano di tornare l’anno prossimo per nuove spedizioni.


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