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Respirazione artificiale 19 volte e la mamma salvò la bimba

Respirazione artificiale. Così la mamma coraggio Paula Nelson ha salvato 19 volte la piccola Eireann che rischiava di morire per un problema al cuore

LONDRA – Respirazione artificiale, 19 volte in 9 mesi. Così una mamma irlandese, Paula Nelson, di 30 anni, ha salvato la vita della sua bambina, Eireann Nelson, che oggi ha 3 anni, ogni volta in punto di morte. Improvvisamente, ogni volta, Eireann, da bambina felice e piena di vita, diventava tutta blu e smetteva di respirare.

Ma ogni volta che la piccola Eireann sembrava vicina alla morte, mamma Paula riusciva a richiamarla in vita.

Nell’agosto del 2014 nel corpicino della piccola Eireann era stato inserito un pacemaker per regolare il suo battito cardiaco. Poi era sopravvenuta una infezione del sangue, con conseguenze tali che il suo battito cardiaco arrivava, in certi momenti, a 190 al minuto, più di un maratoneta.

Durante questa crisi i medici le avevano diagnosticato due giorni di vita, poi erano riusciti a salvarla con gli antibiotici.

Ora sembra tutto superato. Ricorda Paula Nelson:

“Fu una esperienza terribile quando fu messo il pacemaker alla mia Eireann. Non ci sono parole per descrivere quello che provavo. La bambina era così pallida che si vedevano tutte le vene attraverso la pelle, era stata sopraffatta dalla infezione.

La prima crisi si verificò nel novembre 2013. La bambina aveva meno di un anno. Improvvisamente smise di respirare. Con Eireann Nelson c’era il padre, Andy. Le stava cambiando il pannolino quando la vide diventare tutta blu. Andy Nelson ha subito chiamato la moglie, che fa l’infermierae ha quindi una certa esperienza di pronto soccorso. Paula Nelso corre a casa:

“Ho cominciato a cercare se ci fossero blocchi nella sua gola ma sembrava tutto normale. Non riuscivo a capire cosa fosse successo. A questo punto ho cominciato a praticarle la respirazione artificiale e la bambina si è ripresa ancor prima che arrivasse l’ambulanza”.

Al pronto soccorso, i medici non sono riusciti a trovare nulla di specifico.

Da quella volta, le crisi si sono ripetute, 19 volte in nove mesi:

“Eireann continuava a patire gli attacchi, ma non era possibile prevederli. Ogni volta ero così spaventata, temevo che fosse la volta che non ce l’avrebbe fatta. Dopo la terza crisi, nel 2014, ho detto ai dottori che non sarei andata a casa se non avessero fatto esami approfonditi.

La diagnosi fu di asystole, una condizione cardiaca che causa improvvisi arresti del cuore.

In agosto 2014 Eireann fu sottoposta a una operazione di 3 ore e mezzo per installare il pacemaker, allo scopo di rimettere in funzione il suo cuore quando si fermava. Ma appena due giorni dopo l’operazione la bambina iniziò a vomitare e a soffrire di febbre alta.

I medici a questo punto ritennero che c’era qualche infezione nascosta e che sarebbe morta nel giro di due giorni..

L’infezione era nel sangue e aveva attaccato il cuore. Fu curata con antibiotici e dopo dieci giorni poté tornare a casa.

Eireann avrà presto una sorellina, che nascerà il 7 marzo.

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