Cronaca Europa

Rock nazista a Themar in Germania. Fra i 6 mila al raduno anche 30 italiani dell’Alto Adige

Rock nazista a Themar in Germania. Fra i 6 mila al raduno anche 30 italiani dell'Alto Adige

Rock nazista a Themar in Germania. Fra i 6 mila al raduno anche 30 italiani dell’Alto Adige

BERLINO – Themar è un tranquillo villaggio a sud dello Stato tedesco della Turingia. Case a graticcio, mura medievali, una chiesa tardo-gotica e fino a poco tempo fa, la città e i suoi 3.000 abitanti non ricevevano particolare attenzione dai media. Se i grandi quotidiani come lo “Zeit” o il “Frankfurt Rundschau”, improvvisamente hanno iniziato a scrivere di quest’angolo a sud della Turingia, evidentemente c’era una ragione effettiva, osserva il sito stol.it. Qui 6 mila neonazisti arrivati da tutta Europa hanno preso parte a un concerto “Rock contro l’invasione degli stranieri”.

“E tutto a spese dei contribuenti”, precisa giornalettismo.com, “per il premier della Turingia, Bodo Ramelow, c’è da cambiare la legge che regola la libertà di manifestazione, per contrastare eventi di questo tipo”. L’evento “Rock contro l’invasione degli stranieri”, ha attirato l’attenzione della stampa e quella dei 6000 simpatizzanti neonazisti. Dall’Italia quasi 30 partecipanti sono partiti dal Sud Tirolo.
Il che conferma, scrive stol.it, l’ottimo collegamento tra l’Alto Adige e la Turingia.

Secondo il Frankfurter Rundschau, i gruppi di destra dell’Alto Adige hanno mantenuto per molti anni stretti legami con la scena neo-nazista turingiana. La partecipazione del Sudtirolo, prevalentemente giovani della Burggrafenamt e simpatizzanti del “Veneto Fronte Skinheads”, secondo Antifa, Antifaschistische Aktion (azione antifascista) è stata fotografata da Fotomaterial, che pubblica la piattaforma Indymedia, una rete internazionale di movimenti sociali organizzata in maniera decentralizzata.

Anche i mezzi d’informazione nazionale sono due nomi ben noti. Secondo “Dolomites”, i due visitatori di Themar sono stati arrestati nel 2008 durante l’operazione “Odessa”, un’azione della polizia di Bolzano contro l’estremismo di destra in Alto Adige, per attacchi presumbilmente di stampo razzista.

Al concerto, sono state arrestate 6 persone, 43 denunciate per uso illegale di “simboli di organizzazioni incostituzionali”, che comprendono quelli neonazisti, danneggiamenti e altri reati minori.

Spiegel online, parla invece della posizione dei residenti del villaggio di Themar. Barbara Morgenroth è una pensionata che in questa situazione sfodera il lato ribelle. Le viene affibbiata un’ordinanza penale perché ha appeso un manifesto su una lanterna, nonostante sia proibito. Si arrabbia con il sindaco, dice che è troppo. Afferra il vecchio carretto di legno da cui spunta un cartello e cammina a passi svelti nel centro di Themar. Sul cartello si legge: “Dite la vostra opinione”.
E ha da dire la sua nei confronti di migliaia di neonazisti che si riversano nella festa di estrema destra, in un villaggio di soli 2913 abitanti.

Hanno chiamato l’evento “Rock contro l’invasione degli stranieri” e per Barbara Morgenroth è inaudito. A Themar, e in Turingia, ci sono solo pochi stranieri e la Morgenroth non può sopportare l’odio degli estremisti di destra nei confronti dei migranti. A Themar, suo marito, Arnd, è stato un pastore e insieme sono coinvolti nell’alleanza per la democrazia e la condizione terrena del monastero di Veßra, distante tre km.

L’odio e le rivolte sono incompatibili con il cristianesimo, dicono. È per questo che, determinati, si dirigono nel centro del paese: lui in bicicletta, lei col carretto che risuona sul selciato. Passano dei cartelli colorati che hanno dipinto insieme agli altri abitanti. Ognuno rappresenta un’amorevole attestazione di resistenza.

A Themar, si possono vedere i neonazisti scegliere un posto per il concerto e le riunioni e quanto comunque la cittadinanza resiste, piccola ma significativa. Alla fine della giornata, 6mila partecipanti di destra festeggeranno su un prato alla periferia di Themar, bevendo, brontolando, ascoltando la musica in crescendo dagli altoparlanti. E no, non avranno incontrato parecchie migliaia di manifestanti. Sedili bloccati come a Dresda o Jena? Supporto da persone di altre città arrivate sugli autobus per protestare? Nessuno.

Ma è pur vero, scrive Spiegel online, che il successo di una città che si difende dalla destra, non si misura dal numero di persone che partecipano al “Nazis raus” (nazisti fuori) ma dal modo in cui la protesta è ostinata e quanto è fortemente radicata nella società. Gli abitanti del piccolo villaggio sono uniti. Alla vigilia del concerto, riempiono la chiesetta e cantano “Dona nobis pacem” (Donaci la pace). Nel weekend, le pensioni non hanno affittato stanze poiché non vogliono rischiare di avere a che fare con i neo-nazisti.

L’unico albergatore che ha accettato i visitatori del festival e che rifornisce di vino altre locande, ha immediatamente ricevuto indietro una consegna come protesta per la selezione degli ospiti. Su iniziativa di un comitato dei cittadini, i supermercati hanno distribuito dei sacchetti della spesa al cui interno c’erano degli interventi contro i neo-nazisti.

A Barbara Morgenroth non piace trovarsi al centro dell’attenzione ma non può fare a meno di impegnarsi nelle proteste. “Sono sorpresa da quante persone di Themar improvvisamente appaiono e si uniscono”, dice.

La polizia ha detto ai residenti di non tollerare nella città i gruppi neo-nazisti. Ma questi ultimi, riescono tuttavia ad attraversare il centro della città o a camminare lentamente tra loro. Una provocazione, come dimostrato da quelli che, successivamente, hanno fatto l’Hitlergruß (saluto nazista).

Sudtirol News scrive che l’Antifa avverte che circa 30 sudtirolesi, noti attraverso le foto e un elenco pubblicato su Internet, avrebbero partecipato al concerto “Rock gegen Uebermdung” a Themar, in Turingia. “I Neonazisti hanno suonato con bande di destra, negazionisti dell’Olocausto ed estremisti di destra hanno tenuto dei discorsi, decine di persone hanno fatto il saluto di Hitler.” spiega l’Antifa.

Al grande evento, hanno partecipato rappresentanti di tutti i gruppi neo-nazisti tedeschi, scrive Sudtirol News. Uno accanto all’altro compatti, i neonazisti hanno voluto dare una “dimostrazione di potenza”. “Su Indymedia, una lista dimostra che molti sudtirolesi hanno partecipato al concerto: contiene i nomi e gli habitat di 21 sudtirolesi, altre sei persone apparterrebbero ai gruppi di altoatesini. La correttezza dell’elenco può essere da noi confermata nella maggior parte dei casi”, sottolinea Antifa.

I ragazzi del Völlans e della campagna circostante erano “rappresentati al meglio”, con persone arrivate da Tisens, la Passeier Valley e Schenna. Presenti anche alcuni di lingua madre italiana del “Veneto Fronte Skinheads” di Sinich. Il concerto a Themar non era un semplice evento di intrattenimento, sottolinea Sudtiroler News ma la più grande e importante riunione creata in rete dai neonazisti. La partecipazione è come una dimostrazione, una dichiarazione e confessione d’identità da controllare, teme l’Antifa Merano.

“La partecipazione di circa 30 sudtirolesi è dunque molto grave: non mostra soltanto quanto l’ideologia nazionalista sia radicata in queste persone ma quanto siano salde le loro strutture in Alto Adige e i collegamenti con la Germania. Il punto è che il Burggrafenamt e il Vinschgau hanno ancora un problema nazista, alla luce del quale la società non può rimanere con le mani in mano”, spiega l’Antifa Merano.

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