Blitz quotidiano
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Romania, dove fare la strega è un mestiere antico e illustre

BUCAREST – Forse non tutti sanno che in Romania quello di strega è un mestiere illustre, che si tramanda di generazione in generazione. Sono cartomanti o indovine, generalmente di etnia rom, che sostengono di saper leggere il futuro dal palmo della vostra mano o dalle stelle. Nel 2014 una fotografa slovacca di nome Lucia Sekerkovà volò in Romania per immortalare i volti e le case delle streghe più ricche. A introdurla in quel mondo pacchiano di dimore lussuose e ori sfarzosi, fu Maria Câmpina, auto-incoronatasi regina delle streghe di Romania.

Di quell’incontro parla l’articolo che Dagospia oggi ripropone tratto dalla rivista Vice:

VICE: Come è nato questo progetto?
Lucia Sekerkovà:
L’occulto mi ha sempre affascinata e allo stesso tempo inquietato. Ho deciso di venire in Romania tramite l’Erasmus, perché mi sembrava un paese piuttosto misterioso e folkloristico. Ero su internet che cercavo informazioni sui piccoli centri, la popolazione e le tradizioni e a un certo punto mi sono imbattuta in un video di YouTube che parlava di queste indovine. Ho capito subito che le avrei dovute incontrare di persona.

Mi sono rivolta ai siti di CouchSurfing e lì ho incontrato un fotografo rumeno, Cosmin Iftode. È diventato la mia guida e il mio traduttore. Senza il suo aiuto non avrei potuto realizzare questo progetto. Adesso io e Cosmin siamo molto amici.

Come hai fatto a trovare le streghe?
Ho cercato su internet e i giornali i loro indirizzi e numeri di telefono, ma la parte difficile è stata convincerle a farsi fotografare. Alcune volevano essere pagate, altre no. Ma alla fine erano quasi tutte disponibili a contrattare. I prezzi andavano dai 20 ai 50 euro per sessione.

Ho detto loro che era per un giornale slovacco. Probabilmente se avessi raccontato la verità non avrebbero acconsentito: stavo lavorando alla mia tesi.

Dopo giorni di ricerche e trattative, alla fine sono riuscito a incontrare Maria—che si autodefinisce la regina delle streghe—e abbiamo trovato un accordo. Per poter fotografare Maria e le sue conoscenze ho dovuto promettere che il giornale per cui lavoravo avrebbe raccontato tutta la sua storia, e le avrebbe dedicato la prima pagina. E alla fine la foto di Maria è finita per davvero sulla copertina di SME, un settimanale slovacco.

È stato difficile interagire con queste donne?
La parte più difficile è stata convincerle a dire la verità. Durante le interviste, avevo la sensazione che tendessero a esagerare le loro storie. Era ovvio che stavano cercando di fare una buona impressione. In fin dei conti, la chiromanzia è un lavoro.

Non ero abituata ad avere a che fare con persone simili, è stato piuttosto estenuante.

Hai testato le loro abilità da chiromanti?
Sì. Parte del mio progetto era vedere quanto le loro profezie fossero diverse tra loro. Ed erano diverse – alcune negative, altre positive. Erano tutte molto corte, e decisamente vaghe. Una strega, per esempio, mi ha detto che nel giro di un anno mi sarei sposata e avrei avuto tre bambini.

È passato più di un anno, ma non è successo. Il momento più strano è stato quando una strega mi si è avvicinata, mi ha tirato i capelli e mi ha detto che un mio caro sarebbe morto. Fortunatamente, non è successo.