Cronaca Europa

Russia, attivista Yuri Guaiana fermato. Chiedeva un’inchiesta sulle persecuzioni gay in Cecenia

Russia, attivista Yuri Guaiana fermato. Chiedeva un'inchiesta sulle persecuzioni gay in Cecenia

Russia, attivista Yuri Guaiana fermato. Chiedeva un’inchiesta sulle persecuzioni gay in Cecenia

MOSCA – Yuri Guaiana, attivista italiano dell’associazione radicale Certi Diritti, è stato fermato dalla polizia a Mosca mentre stava andando alla Procura generale per consegnare oltre due milioni di firme raccolte per chiedere l’apertura di un’indagine sulle persecuzioni dei gay in Cecenia. Lo fanno sapere il segretario dell’associazione Leonardo Monaco e Marco Cappato.

Il consolato italiano, twitta il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, è stato subito attivato dalla Farnesina e si sta recando sul posto per assistere il connazionale.

“Siamo in contatto con la Farnesina che sta seguendo la vicenda di Yuri Guaiana e gli avvocati sul posto, sappiamo che Yuri sta bene e conosciamo le coordinate della caserma dove è trattenuto. A breve aggiornamenti”, ha fatto sapere Leonardo Monaco.

L’associazione Certi Diritti riporta quanto ha dichiarato Guaiana prima di essere fermato: “Siamo qui per consegnare più di due milioni di firme al Procuratore generale. Non è mai avvenuto prima. Molta della popolazione cecena chiede che si faccia un’inchiesta efficace e che si fermino subito arresti, torture e uccisioni di gay. I cittadini russi meritano di vivere in libertà e in uno stato di diritto. La Russia deve rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto. Nessuno deve sacrificare la propria libertà e la propria vita solo a causa di quello che si è e di chi si ama, né in Cecenia né da nessun’altra parte”.

“Ci hanno messi tutti insieme con un solo poliziotto a piantonare, prima erano due. Vengono in continuazione a farci domande e a chiedere i documenti, in particolare a me il visto. Non sappiamo cosa succederà adesso”, ha detto a Rainews24 Yuri Guaiana. L’attivista italiano ha anche fatto sapere di non aver mangiato né bevuto e ha voluto ringraziare “il sottosegretario Della Vedova per l’interessamento” e il console italiano che ha incontrato. “Si sta lavorando alla liberazione di tutti noi. Ci hanno comunicato che siamo in detenzione amministrativa, non sappiamo cosa succederà adesso ma per ora ci stanno trattando bene e non c’è stata nessuna violenza”.

Insieme a Guaiana sono stati arrestati anche quattro attivisti russi: Alexandra Aleksieva, Marina Dedales, Nikita Safronov e Valentina Dekhtiarenko.

To Top