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Russia, aumenta copertura missilistica in Europa: la mappa

MOSCA – L’Institute for the Study of War di Washington, ha rilasciato un grafico informativo che evidenzia la crescente copertura missilistica terra-aria della Russia in Europa. Dagli Stati baltici a gran parte dell’Ucraina e del Mar Nero, dalla Polonia settentrionale alla Siria e parte della Turchia, senza tralasciare il Joint Air Defense Network che Mosca gestisce in cooperazione con in Bielorussia ed Armenia.

La Russia, scrive Gli Occhi della Guerra, ha poi alterato l’equilibrio delle forze nel Mar Nero, nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente attraverso la definizione di grandi zone A2D2, anti-access area-denial, nell’ambito di una precisa strategia di negazione. Nel grafico sono mostrati i principali asset difensivi di Mosca che, in un ipotetico scontro con la Nato, potrebbero ostacolare la capacità delle forze aeree statunitensi di accedere nelle zone operative. Le aree di difesa create dai russi – scrivono dal think tank – negherebbero la supremazia aerea nelle aree di rilevanza strategica. L’Institute for the Study of War conferma i timori del Pentagono per la crescente capacità SAM di Mosca.

L’enclave russa tra Polonia e Lituania con accesso diretto al mar Baltico è fondamentale nello scacchiere strategico russo. Se scoppiasse una crisi tra l’Europa e la Russia, Mosca potrebbe instaurare una no-fly zone che si estenderebbe da Kaliningrad fino a coprire un terzo dello spazio aereo polacco. I russi hanno schierato a Kaliningrad probabilmente il meglio della loro attuale tecnologia militare: dagli S-400 Triumph ai missili balistici Iskander-M. Sistemi integrati quindi, per un asset A2 / AD (anti-accesso/area di diniego). Il sistema stratificato ed integrato di difesa aerea e missilistica schierato prevede radar di allarme precoce e battaglioni armati con sistemi S-300/S400. Il Cremlino ha schierato a Kaliningrad tre brigate d’élite completamente equipaggiate.

Al centro della nuova strategia marittima del Cremlino si trovano i mari che circondano la Russia, in un arco teorico di proiezione che va dall’Artico al Mediterraneo. Quello che al Pentagono è noto come “arco d’acciaio”, è un’ideale tratto militarizzato dai russi in grado di confrontarsi con le forze della Nato in un ipotetico scontro.

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