Cronaca Europa

San Pietroburgo, manifesti Isis prima dell’attentato: “Bruceremo la Russia” FOTO

San Pietroburgo, manifesti Isis prima dell'attentato: "Bruceremo la Russia" FOTO

San Pietroburgo, manifesti Isis prima dell’attentato: “Bruceremo la Russia”

MOSCA – “Kill them where you find them”, “uccideteli dove li troverete”: questo messaggio era apparso sul web alcuni giorni prima dell’attentato alla metropolitana San Pietroburgo, costato la vita a quattordici persone. Un messaggio scritto in arabo e inglese, con gli hashtag #Rusia e #We_will_burn_Rusia (“Bruceremo la Russia”), l’immagine di una mano armata di coltello e poco più avanti la Cattedrale di San Basilio, sulla piazza Rossa di Mosca.

Un manifesto con la grafica e i colori tipici delle riviste di propaganda jihadista come Dabiq, che invitava tutti coloro che si rifanno alle lotte del cosiddetto Stato Islamico ad armarsi e agire contro i russi, colpevoli di appoggiare Bashar al Assad e combattere i terroristi islamici in Siria.

Una sorta di appello ai soliti “lupi solitari” ad agire, ma che questa volta ha portato a qualcosa di assai più organizzato degli attacchi con camion o auto compiuti a Nizza, Berlino o Londra.

Al momento ancora nessuno ha rivendicato l’attentato di lunedì 3 aprile. Ma l’intelligence kirghiza parla di un kamikaze di 22 anni cittadino russo originario di Osh, in Kirghizistan. Il presidente della Commissione difesa e sicurezza del Senato russo, Viktor Ozerov, ha detto chiaramente che l‘attentato è collegato alla presenza del presidente Vladimir Putin, che lunedì 3 aprile si trovava nella sua città natale per partecipare ad un evento sui media e la libertà di informazione: “La scelta del luogo e della tempistica non è casuale, in città c’erano il presidente, il media forum e tanti giornalisti”, ha detto Ozerov.

 

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