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Schengen a rischio: Svezia e Danimarca controllano frontiere

La libera circolazione sancita da Schengen in Europa è a rischio. Svezia e Danimarca hanno chiesto l'esenzione dal trattato per l'emergenza immigrazione e che segna

BERLINO – La Svezia e la Danimarca hanno introdotto i controlli alle frontiere per fare fronte all’emergenza immigrazione e chiesto l’esenzione temporanea dal trattato di Schengen. Una esenzione che, tuona Berlino, metterebbe in pericolo il trattato e la libera circolazione dei cittadini in Europa. “Serve una soluzione comune europea”, ha detto il portavoce del ministro degli esteri di Angela Merkel, ma intanto da Stoccolma e Copenhagen l’ordine di controllare i documenti delle persone in arrivo nei Paesi resta.

Repubblica scrive che l’emergenza immigrazione spaventa i paesi europei, tanto che la Svezia ha posto controlli alla frontiera da chi arriva dalla Danimarca, che a sua volta sta picchettando la frontiera con la Germania. Entrambi i paesi hanno chiesto così l’esenzione dal trattato di Schengen per la libera circolazione dei cittadini europei, esenzione che mette di per sé il trattato in pericoloso, come dichiarato da Martin Schaefer, portavoce del ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier:

“La libertà di movimento è un principio importante, uno dei risultati più grandi (nell’Ue) negli ultimi anni. Schengen è molto importante ma è in pericolo”.

A fare la prima mossa, scrive Repubblica, è stata la Svezia che dalla mezzanotte del 4 gennaio ha iniziato a controllare i documenti di identità dei viaggiatori in arrivo dalla Danimarca:

“Decisione mirata ad arginare il numero di migranti in arrivo: nel 2015 la Svezia ha ricevuto oltre 150mila richieste di asilo. Dalla mezzanotte di ieri tutti i viaggiatori che attraversano in treno o in autobus il ponte di Oresund – che collega la svedese Malmoe alla danese Copenhagen e viene percorso ogni giorno da migliaia di pendolari – devono presentare i documenti necessari, in caso contrario vengono respinti. I controlli sono stato effettuati anche sui traghetti.

Non accadeva dagli anni Sessanta. Inevitabili anche i ritardi ferroviari, dal momento che non saranno più possibili i collegamenti diretti tra Danimarca e Svezia attraverso il ponte. Mentre i viaggiatori diretti in Svezia dovranno scendere alla stazione ferroviaria dell’aeroporto di Copenhagen per il controllo dei documenti”.

Dal canto suo la Danimarca ha subito seguito l’esempio della Svezia, reintroducendo i controlli sui viaggiatori in arrivo dalla Germania almeno fino al prossimo 14 gennaio. Schaefer ha così commentato la situazione, chiedendo la ricerca di una soluzione comune e non una richiesta di esenzione dal trattato “a catena”:

“Qualunque cosa accada in Europa, è sempre meglio che sia concertata. E’ importante agire insieme al fine di fare in modo che Schengen funzioni e che si possa mantenere pienamente il principio della libera circolazione”.

Berlino si fa carico di rinnovare l’impegno per trovare una soluzione al problema dei rifugiati in arrivo in Europa, soluzione che deve essere trovata dall’intera Comunità Europea, sottolinea Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Merkel:

“La soluzione non potrà di certo essere trovata alla frontiera di un Paese A e di un Paese B. Serve una soluzione comune europea”. Come detto, gli accordi di Schengen consentono la reintroduzione dei controlli alle frontiere in casi eccezionali. Come ha ricordato anche un portavoce del ministero dell’Interno tedesco. La stessa Germania in settembre aveva riavviato i controlli alla frontiera con l’Austria a seguito dell’enorme flusso di rifugiati diretti verso il nord Europa entrando dalla Turchia e proseguendo lungo la cosiddetta rotta dei Balcani. Lo stesso portavoce del ministero dell’Interno di Berlino ha spiegato che ogni giorno tra i 100 e i 300 richiedenti asilo lasciano la Germania per dirigersi in Danimarca”.


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