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Seba Magnanini, ladro d’arte ucciso a Londra. Chi è stato?

LONDRA – Chi ha ucciso Sebastiano Magnanini, il ladro d’arte di 46 anni, originario di Venezia e trovato morto a Londra in circostanze misteriose? Il cadavere senza vita è stato rinvenuto lo scorso 24 settembre legato a un carrello della spesa nel Regent’s Canal. Tre inglesi senza fissa dimora compariranno dinanzi al giudice il prossimo 5 febbraio, ma nessuno di loro è accusato di omicidio.

Due di loro, Michael Walsh, 41 anni, e Paul Williams, 61, hanno confessato di aver trovato il corpo di averlo gettato nel canale, il terzo, Daniel Hastie, 22 anni, ha cercato di usare la carta bancomat sottratta a Magnanini.Le accuse nei loro confronti sono di occultamento del corpo e frode. Ma se non sono stati loro, chi è il killer?

In un lungo articolo dedicato alla vicenda il quotidiano britannico The Guardian punta sulla ipotesi di una overdose. Resta da capire cosa sia successo prima che i tre trovassero Magnanini senza vita. Sino ad ora nel caso non ci sono stati arresti per omicidio e le indagini di Scotland Yard vanno avanti mentre si attendono gli esiti di importanti test tossicologici. In un primo momento dopo il ritrovamento del cadavere – era nel canale legato a un carrello da supermercato riempito di pesi – si era detto di tutto, perfino che Magnanini potesse avere legami con la malavita e che fosse stato ucciso per un regolamento di conti.

Il Guardian invece parla di una ”vita straordinaria” e di uno spirito inquieto che forse è andato incontro da solo alla propria fine. Ladro maldestro e grande giramondo con la maledizione dell’eroina. ”Era bravo in tante cose ma era tormentato dalla droga”, ha detto Luke Allen, che conosceva Magnanini dal 2004. Era già andato in overdose tre anni fa, quando si trovava alla Arlington House, un ostello per barboni nel quartiere di Camden. Aveva cercato di disintossicarsi ed era partito alla volta della Cambogia per vincere la sua dipendenza. Lì era diventato amico dello scultore Sasha Constable, discendente del celebre pittore inglese John Constable. ”Aveva un grande entusiasmo per la vita – ha raccontato l’artista al Guardian – Era un’anima tormentata ma aveva un grande spirito”.

Seba, come lo chiamavano gli amici, era stato anche un ladro sfortunato e maldestro. Nel 1993 tentò di rubare un quadro del Tiepolo, valutato allora in due miliardi di lire, dalla chiesa di Santa Maria della Fava a Venezia. Con altri due complici altrettanto dilettanti lasciò una serie di tracce durante la fuga rocambolesca: la polizia trovò il dipinto dopo tre mesi e gli improbabili ladri vennero denunciati.


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