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Sigaretta elettronica non è innocua: studio Gb contro giganti tabacco

LONDRA – Meglio non fidarsi degli studi che sostengono che l’uso della sigaretta elettronica sia una scelta sana. E’ quanto afferma la Cancer Reaserch UK che accusa i giganti del tabacco di ingannare le persone attraverso i risultati della ricerca.

George Butterworth, direttore della campagna al centro per il cancro, afferma che considerati i precedenti delle compagnie del tabacco, “la loro ricerca sulle sigarette elettroniche non può essere attendibile”. “L’industria del tabacco ha un record spaventoso di ricerche fuorvianti mirate a distorcere le prove scientifiche, sui danni provocati dal fumo e sulla dipendenza”.

“La loro attività – prosegue Butterworth – è la vendita di un prodotto letale, responsabile ogni anno di circa 100.000 decessi nel Regno Unito”. Ha poi aggiunto:”Le compagnie del tabacco immettono sul mercato le sigarette elettroniche come una scelta di vita, ma non è un metodo per smettere”.

Diverse e importanti aziende sono entrate nel mercato delle sigarette elettroniche, che vale 4 miliardi di sterline, poiché sono calate le vendite delle “bionde” tradizionali. La British American Tobacco, ad esempio, ha investito il denaro sulla sua e-Voke, che quest’anno dal SSN ha avuto il via libera di essere messa sul mercato per smettere di fumare. La Japan Tobacco International, nel Regno Unito produce la E-lites, mentre l’Imperial Tobacco, la Blu E-sigarette e Puritane. Le società hanno anche investito nella ricerca per promuovere le sigarette elettroniche come alternativa sicura.

Butterworth ha affermato:”Non condanniamo tutti i ricercatori ma Cancer Research UK ha una chiara politica: non collaborare con chi attualmente beneficia di un finanziamento dell’industria del tabacco, anche con aziende che producono le sigarette elettroniche, di proprietà di compagnie di tabacco”.

Dal 2013, sulle principali riviste accademiche, sono stati pubblicati almeno 12 studi scientifici, elaborati da dipendenti di aziende che producono anche sigarette elettroniche o ricercatori da loro sponsorizzati, secondo il Times, e il loro impatto è stato sicuramente enorme. Public Health England, in un rapporto pubblicato la scorsa estate, ha sostenuto che le sigarette elettroniche sono al “95%” sicure e ha chiesto fossero adottate dal Servizio Sanitario Nazionale.

Quando è emerso che la richiesta aveva origine da una ricerca in parte condotta da scienziati finanziati dall’industria dell‘e-cigarette, il rapporto è stato ampiamente criticato. Nei liquidi delle sigarette elettroniche è presente una quantità di nicotina che viene riscaldata dal vapore e può essere inalata, evitando così i danni causati dal tabacco. Mentre la maggior parte degli esperti concordano sul fatto che è di gran lunga più sicura, molti sono preoccupati per problemi di sicurezza ancora irrisolti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che il vapore della sigaretta elettronica può essere tossico per le persone circostanti e molte aziende ferroviarie ne hanno vietato l’uso sui treni o nelle stazioni. Juliane Kokott, l’avvocato generale alla Corte di giustizia europea, l’anno scorso ha avvertito che le sigarette elettroniche “forse sono rischiose per la salute” e potrebbero favorire negli adolescenti, il passaggio alle sigarette tradizionali. A maggio di quest’anno, è stata vietata la pubblicità delle sigarette elettroniche in televisione, radio, siti web, giornali e riviste ma è ancora consentito il cartellone pubblicitario o poster sulle fiancate degli autubus. Da quando sono state messe in vendita, più o meno un decennio, circa 2,6 milioni di adulti in Gran Bretagna, hanno utilizzato le sigarette elettroniche. Esperti della salute concordano sul fatto che sono più sicure delle “bionde” e ritengono che ogni anno, abbiano aiutato a smettere di fumare 22.000 persone.