Blitz quotidiano
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Sparatoria Bruxelles, clamoroso errore della polizia belga

BRUXELLES – Sono ancora in fuga i due terroristi scappati dopo la sparatoria di martedì a Bruxelles, nella zona di Forest. Due sospetti sono stati infatti sì fermati, nell’ambito delle indagini, ma non si tratta dei fuggitivi ricercati. Lo rende noto il sito belga Dernier Heure. Il terrore è tornato infatti a Bruxelles martedì pomeriggio, durante una operazione antiterrorismo scattata in una strada del comune di Forest legata ai tragici attentati di Parigi del 13 novembre. Ma a far scatenare il putiferio anche un clamoroso errore della polizia belga, del tutto impreparata alla sparatoria perchè convinta di aver bussato ad un appartamento vuoto.

I due in fuga, che in un primo momento si pensava fossero stati arrestati, sono Khalid et Ibrahim El Bakraoui, due fratelli. Si tratta, a quanto si è appreso dai media locali, di personaggi già noti alle forze dell’ordine. I due, dell’età di 27 e 30 anni, erano ricercati rispettivamente per terrorismo e per una condanna in contumacia.

Una bandiera dell’Isis è stata ritrovata dentro l’appartamento da cui è partita la sparatoria contro la polizia. Sono stati rinvenuti anche 11 caricatori per kalashnikov e tantissime munizioni. Intanto  le operazioni di polizia e le perquisizioni nell’area di Forest si sono concluse nelle prime ore della mattina di mercoledì. È stato tolto ogni limite alla zona di sicurezza e il traffico è tornato normale. Anche le scuole della zona sono state riaperte. Il premier Charles Michel ha convocato per oggi il Consiglio di Sicurezza nazionale.

Il bilancio è di un sospetto terrorista morto, che però non è Salah Abdeslam (che si troverebbe in Siria), i due terroristi in fuga, quattro poliziotti feriti e un altro quartiere della capitale d’Europa bloccato.

A quattro mesi dagli attacchi di Parigi, Bruxelles ripiomba nella paura. Questa volta però a colpire sono state le forze di polizia belghe e francesi, proprio nell’ambito delle indagini sul massacro del 13 novembre, con una perquisizione del quartiere di Forest. Era partita come una delle numerose altre operazioni di routine condotte sin dall’indomani degli attentati di Parigi, sulle tracce del ricercato numero 1 Salah Abdeslam nonché delle menti e basisti del venerdì nero della capitale francese.

Ma la polizia belga non è esente da errori. Le forze di polizia hanno suonato nel primo pomeriggio, verso le 15, alla porta di un appartamento in rue du Dries, che in teoria doveva essere vuoto. Immediatamente partono, attraverso la porta chiusa, colpi di arma da fuoco che feriscono tre poliziotti. Alle 15:20 altra raffica di colpi, e un quarto ferito, più grave. Almeno una persona si dà alla fuga attraverso i tetti, per nascondersi in un terreno abbandonato poco distante dove viene inviato in ricognizione un cane con videocamera, subito obbligato a ripiegare sotto i colpi d’arma da fuoco. Scatta intanto il perimetro di sicurezza nel quartiere, che terrà in ‘ostaggio’ i bambini di quattro scuole ‘messi in sicurezza’ sino a ora di cena.

Verso le 18 parte il blitz delle forze speciali, con elicotteri per localizzare il o i fuggitivi, e cecchini sui tetti. Nell’appartamento, ormai ripulito, viene ritrovato il cadavere di uno dei sospetti terroristi. Pochissimi i dettagli fatti filtrare dalla Procura federale belga e dalla polizia, che durante il culmine dell’operazione hanno chiesto a media e cittadini di non comunicare sui social.

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