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Stephanie Cox strappa capelli e li mangia mentre dorme: nello stomaco…

ROMA – Per ben sei anni, mentre dormiva si strappava ciocche di capelli e li mangiava. Stephanie Cox, 23 anni, soffriva di mal di stomaco, avvertiva malessere ogni volta che ingeriva cibo, in due anni aveva perso circa 38 kg. ma non aveva idea del perché.

Gli stessi medici erano rimasti sconcertati quando, mentre era incinta del primo figlio, la giovane donna raccontava il dolore che provava. L’avevano sottoposta a test di routine per capire se avesse calcoli biliari o un cancro allo stomaco ma non scoprirono nulla.

Quando, nel 2014, è nata la figlia Alice i dolori sono diventati lancinanti e finalmente uno specialista, ha scoperto l’enorme massa che si trovava all’interno del suo stomaco. Le è stata diagnosticata la tricofagia o sindrome di Rapunzel (il nome ha origine dalla fiaba di Raperonzolo), ossia la condizione che spinge a strappare e ingoiare i propri capelli.

Ricorda la Cox: “Nell’ottobre 2015, appena mangiavo vomitavo e il mio stomaco era gonfio. Pensai che stessi morendo e affidai Alice alle cure del mio partner e della sua famiglia”. Il mese successivo, nel corso di un’endoscopia, i medici scioccati scoprirono l’enorme palla di capelli. Lo specialista, in 30 anni di professione, non aveva mai visto nulla di simile: la massa era lunga 30 cm., pesava circa 6 chili e mezzo ed era ammassata vicino alla bile.

Dopo l’intervento durato sei ore, in cui finalmente le è stata rimossa la palla di capelli – chiamata tricobezoario – la Cox ricorda di essersi sentita “immediatamente meglio. Ho pianto di sollievo”.
Quando era bambina, iniziò a tirare i capelli e a inghiottirli ma la sua famiglia descrisse l’atteggiamento come “una fase”, poiché dopo pochi mesi smise.

Ma nel 2010, a 17 anni sulla testa notò delle zone calve e si rese conto che, mentre dormiva”, aveva ricominciato a strapparsi i capelli”. “Mi svegliavo di notte e in bocca avevo delle ciocche” ma la donna non immaginava cosa stesse accadendo all’interno del suo stomaco.

Nel 2011, la sindrome si aggravò e quando era “emotiva, stanca o stressata”, si strappava i capelli anche durante il giorno. “Se avevo una giornata dura, avvolgevo una ciocca di capelli intorno alle dita, la strappavo, era un dolore che mi appagava. E quando la ingoiavo sentivo un sollievo immediato”. “Quando, durante il giorno, reprimevo l’impulso di notte strappavo più ciocche”.

Per nascondere i punti della testa privi di capelli, cosa di cui si vergognava, la Cox tento di nasconderli con le extension. Nel 2013, a 20 anni, sua madre ha scoperto le zone calve sulla testa e insistette affinché vedesse un medico: le diagnosticò la tricofagia e prescrisse degli ansiolitici.  Ma il trattamento non funzionò e la Cox, quando era ansiosa, continuava a strapparsi i capelli.

Nel marzo 2013, incontrò il suo attuale compagno Craig Saunders, 25 anni, e per i primi mesi del loro rapporto le riuscì di mantenere segreta la sua malattia ma quando lui chiese di eliminare le extension, fu costretta ad ammettere la verità. “Ebbe difficoltà a capire ma promise che avrebbe fatto tutto il possibile per sostenermi”.

La Cox tagliò i capelli corti per limitare i danni e afferma che ne tirava e ne mangiava di meno. Nel giro di un anno, dopo la nascita di Alice, purtroppo la sindrome riprese il sopravvento e ricominciò a ingoiare capelli più di prima. Ora uno psicologo l’aiuterà a capire la causa che si nasconde dietro la patologia di cui soffre. “La massa di capelli è stata trovata prima che fosse troppo tardi. Ora posso tornare davvero a essere una mamma”.


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