Cronaca Europa

Svizzera, tre frane in pochi giorni: danni al confine, frontalieri bloccati e 8 dispersi

Svizzera, tre frane in pochi giorni: danni al confine, frontalieri bloccati e 8 dispersi

Svizzera, tre frane in pochi giorni: danni al confine, frontalieri bloccati e 8 dispersi (Fonte: Twitter)

SONDRIO – Almeno tre frane in pochi giorni hanno distrutto strade e provocato danni in Val Bondasca, al confine tra la Svizzera e l’Italia, dove 8 escursionisti risultano ancora dispersi. L’ultima nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre, che ha interrotto la strada che collega i due paesi bloccando migliaia di frontalieri. Le colate di fango inoltre continuano a minacciare il paesino svizzero di Bondo, i cui abitanti sono stati quasi tutti allontanati dalle loro case. E intanto le ricerche degli 8 escursionisti dispersi dopo la frana del 23 agosto scorso sono state sospese, a causa proprio delle nuove frane e del maltempo, e la speranza di trovarli ancora in vita si allontana sempre di più.

La terra ha iniziato a smuoversi e il fango ha invaso i territori al confine tra Italia e Svizzera, devastando le strade e minacciando le città d’oltralpe. I danni sono ingenti, il terreno è instabile e anche fornire i soccorsi diventa sempre più difficile. La prima frana si è staccata il 23 agosto dal Piazzo Cengalo, travolgendo un gruppo di 14 alpinisti, poi la seconda frana del 25 agosto che ha reso le ricerche degli 8 dispersi sempre più complicate, tanto da essere sospese anche se si teme di non trovarli in vita. La frana ha continuato a minacciare il paese di Bondo, colpito anche dalla frana del 31 agosto e che ora conta oltre cento sfollati.

La colata di fango e detriti insomma continua a muoversi e fortunatamente non ha provocato altri feriti, ma sono tanti i danni e i disagi con cui i comuni dovranno fare i conti. Le strade poi al confine sono completamente bloccate dopo l’ultima frana della mattina del 1° settembre e così oltre 6mila frontalieri italiani che lavorano in alberghi, ristoranti e cantieri in Svizzera sono rimasti bloccati in Villa di Chiavenna, in provincia di Sondrio.

In poco tempo, il 1° settembre, il bacino di continenza ai piedi del Cengalo, si è riempito e si teme possa esserci una tracimazione in caso di nuovi smottamenti. Le autorità elvetiche, nelle ultime ore, stanno valutando di provvedere a nuove evacuazioni. In Valchiavenna, al momento, non ci sono sgomberi, ma la guardia dei sindaci di Villa di Chiavenna, Piuro e Chiavenna resta alta.

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