Blitz quotidiano
powered by aruba

Telecamere cinesi spiano milioni di noi, Grande Fratello è realtà, qualcuno a Pechino…?

ROMA – Le telecamere di videosorveglianza ormai, anche in Italia, sono ovunque e monitorano praticamente ogni passo del quotidiano di milioni di persone: aeroporti, edifici pubblici, città, vie principali e stazioni. Ma chi è che sta guardando e come vengono utilizzate le immagini? Non è dato sapere, uno sguardo (inquietante) ignoto, quello del Grande Fratello.

Sono a tutela della sicurezza, sicuramente ma prendiamo ad esempio la Cina: l’Hikvision, società controllata dal governo, è centrale per il programma orwelliano del governo di spiare i suoi 1,3 miliardi di cittadini, ed è indissolubilmente legata alla repressione totalitaria su chi è considerato “nemico dello stato”, scrive il Daily Mail.
La stessa Hikvision è il più grande fornitore di telecamere a circuito chiuso dell’Inghilterra: il fatto ha sollevato il timore che le telecamere collegate ad Internet, possano essere hackerate da Pechino con il semplice tocco di un pulsante.
La scorsa settimana, un giornalista sotto copertura del Mail on Sunday, si è presentato come un uomo d’affari per infiltrarsi nella sede centrale ad Hangzhou, Cina orientale, e indagare sulle attività della società.  Quello che ha scoperto non fa che aggiungere altre preoccupazioni sull’attività della Hikvision, la cui crescente influenza nel Regno Unito è già stata messa in discussione da ex agenti MI6 e ministri della sicurezza.
E’ lungi dall’essere la conduzione indipendente che sostiene di essere poiché controllata dal partito comunista cinese.  Fatto più preoccupante, oltre a quanto detto, il vicepresidente dell’Hikvisin, Pu Shiliang, 38 anni, è anche leader tecnico di un laboratorio chiave al Ministero della Pubblica Sicurezza, il temuto corpo che è stato accusato dell’arresto stragiudiziale e la detenzione di migliaia di avvocati, attivisti e oppositori del governo cinese.
I sistemi di videosorveglianza ad alta tecnologia di Hikvision possono “vedere al buio” i veicoli su rotaia, e contare il numero di persone che entrano ed escono un edificio. Possono identificare una persona dalla sua andatura. Queste capacità consentono alle autorità cinesi di tracciare i dissidenti, attivisti e sostenitori dei diritti umani, che vengono regolarmente arrestati e detenuti.
“E se le telecamere fossero posizionate in ufficio, sarebbe possibile spiare le pratiche burocratiche nonché i nomi dei dipendenti”, afferma Lord West of Spithead, Ministro della sicurezza.
Hikvision è stata finanziata con miliardi di sterline da Pechino, e ha utilizzato i fondi per vendere sistemi di videosorvegliana, sostengono i critici, al di sotto dei prezzi di mercato: ciò ha consentito che diventasse la più grande società di videosorveglianza del mondo in meno di un decennio.
Al giornalista sotto copertura del Mail on Sunday, è stato mostrato un sistema di sorveglianza in grado di individuare, in pochi secondi, degli “obbiettivi” in mezzo alla folla, studiare volti e andatura. I funzionari hanno candidamente ammesso che le telecamere di tutte le città del Cina sono controllate dal governo: le utilizza per monitorare persone ricercate su un enorme database di “criminali”.
Hanno anche affermato che funzionari di governo hanno utilizzato il vertice del G20 a Hangzhou, il mese scorso, alla presenza di Barack Obama, Angela Merkel e Theresa May, per testare le funzionalità più recenti sull’osservazione delle persone. La Cina utilizza anche Skynet – lo stesso nome del maligno sistema di Intelligenza Artificiale che nel film Terminator ha l’obbiettivo di distruggere l’umanità.
E mentre l’Hikvision con i clienti Skynet sostiene sia un’iniziativa anti-, alcuni documenti del governo dichiarano che il suo obiettivo primario è quello di evitare le proteste pubbliche e “trovare e controllare le forze ostili” che minacciano il repressivo, unico partito della Cina.
Le rivelazioni sollevano domande scomode, ad esempio se all’Hikvision – attualmente è il più grande fornitore di videosorveglianza in Gran Bretagna con il 20% del mercato – dovrebbe essere consentito libero accesso al Regno Unito e perché non è mai stato sottoposto a controlli di sicurezza.
Il leader cinese Xi Jinping – che dalla sua nomina nel 2013, sui dissidenti ha condotto una repressione spietata – l’anno scorso ha visitato la sede dell’Hikvision – in tutto la società ha 17.000 dipendenti – lodando il suo lavoro e plaudendo l’azienda per avere una forza lavoro con un età media di 28 anni.
Nonostante affermi sul sito web di essere una società indipendente, l’Hikvision è di proprietà della cinese Electronic Technology Corporation, un ente governativo con il compito di sviluppare sistemi elettronici per uso militare e civile, compreso lo sviluppo di software per raccogliere dati sui posti di lavoro, hobby, abitudini di consumo e altri comportamenti dei cittadini, per identificare i “terroristi”.
Hikvision è stata generosamente finanziata da banche statali cinesi che, secondo i critici, le danno un vantaggio commerciale sleale.
A dicembre ha ricevuto 2,4 miliardi di sterline dalla China Development Bank e nel mese di agosto, 2,3 miliardi di sterline in prestito dalla Export-Import Bank of China: entrambe controllate dal governo cinese.
Settimane prima della visita del Mail on Sunday, Hangzhou ha ospitato il vertice del G20 e sono state posizionate decine di migliaia di ulteriori telecamere di sorveglianza della Hikvision, su incroci stradali principali ed edifici.
Su ogni taxi e bus c’era installata una micro videocamera di sicurezza.  Attualmente, ad Hangzhou ci sono circa 600.000 telecamere a circuito chiuso – una per ogni dieci abitanti – che, insieme alla capitale Pechino, la rende una delle città più osservate del mondo: i media di stato vantano che è coperta al “100 per cento” dalle telecamere di sorveglianza.