Blitz quotidiano
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Telefonino aziendale tassato in Inghilterra, effetto Brexit. Dopo il No in Italia…

LONDRA – In Inghilterra tassano anche il telefonino aziendale, una notizia che fa paura in Italia. I lavoratori del ceto medio si preparano ad affrontare un raid fiscale di miliardi di sterline sugli extra, come cellulari aziendali, automobili e assicurazioni sanitarie, ottenuti grazie al proprio impiego. I dipendenti, che rinunceranno a una parte del loro stipendio, in cambio dei benefits saranno penalizzati dal prossimo anno: ciò significa che, alcuni, potrebbero dover pagare centinaia di sterline in più di tasse e assicurazioni nazionali, mentre i più sfortunati dovranno rinunciare ai bonus extra, perché le proprie aziende non potranno più permettersi di offrirli.

Le critiche sono state immediate, dal momento che la mossa colpirebbe milioni di lavoratori, pagati modestamente, che si affidano ai benefits per sbarcare il lunario. Secondo la società di contabilità Deloitte, i dipendenti che guadagnano 35.000 euro l’anno, e detraggono dallo stipendio 35 euro al mese per un abbonamento in palestra, dovranno pagare circa 135 euro in tasse e assicurazioni nazionali. Ad oggi, in Gran Bretagna, la soglia minima di un impiegato è di 182 euro a settimana, mentre per i datori di lavoro di 184euro, ma da aprile entrambe le soglie saranno allineate a 185 euro.

Secondo la normativa vigente, i dipendenti possono scegliere di rinunciare a una parte del proprio stipendio in cambio di prestazioni come auto aziendali, telefoni cellulari o abbonamenti in palestra; molti di questi extra, offerti attraverso tali sistemi, non vengono tassati, o sono tassati ad un livello di gran lunga inferiore rispetto al tasso di imposta sul reddito tipico di un lavoratore. Un contribuente base, che cede 700 euro dello stipendio per un contratto telefonico fornito dal proprio datore di lavoro, riesce a risparmiare sulla propria paga fino a 234 euro di imposte sul reddito e assicurazione nazionale, ma i ministri inglesi temono che queste regole vengano sfruttate e tolgano alle casse del Tesoro circa 276 milioni di euro l’anno. Il cancelliere Philip Hammond ha definito il sistema attuale “ingiusto” e comincerà a “rottamare” i benefits fiscali a partire da aprile, dal quale saranno esenti auto aziendali ad emissioni zero, contributi pensionistici e biciclette.