Cronaca Europa

Terrorismo, scanner facciali utilizzati per la finale di Champions League

Terrorismo, scanner facciali utilizzati per la finale di Champions League

Terrorismo, scanner facciali utilizzati per la finale di Champions League

ROMA – Su Jason Bourne, personaggio di fantasia dei romanzi di Robert Ludlum e dei successivi adattamenti cinematografici, la CIA applicava un dispositivo elettronico per riconoscere i volti e scegliere rapidamente, tra la folla, un bersaglio. Ora, questo dispositivo, sembra sia una realtà: una versione del software, sarà utilizzata in Gran Bretagna, scrive il Daily Mail, dalla polizia di Cardiff per il riconoscimento del volto così da tenere d’occhio i 170.000 tifosi di calcio che a, a giugno, saranno nella città per la finale di Champions League.

La polizia ha ricevuto circa 205.000 euro per sperimentare la tecnologia, che verificherà il volto delle persone sulle liste predeterminate dei ricercati, persone pericolose o scomparse.

La capitale gallese si sta preparando a ospitare il più grande numero di persone mai accolte fino ad oggi, per l’incontro tra Real Madrid e Juventus, il 3 giugno, al Millennium Stadium.

Le telecamere saranno posizionate in luoghi strategici della città e consentiranno agli agenti di monitorare le persone in tempo reale, estrapolare poi i volti e confrontarli con la lista.

Il vice capo della polizia, Richard Lewis, ha dichiarato: “Il mondo sta cambiando e la polizia deve muoversi di conseguenza”.

Il sistema permette di identificare le persone analizzando la forma del viso che ha circa 80 punti unici, che distinguono le persone l’una dall’altra.

Una videocamera digitale misura la distanza tra diversi punti del volto, come la larghezza del naso, la profondità delle orbite degli occhi, la distanza tra gli occhi e la forma della mascella.

Questi punti vengono misurati utilizzando un codice numerico che viene poi memorizzato in un grande database e ciò significa che quando la polizia ha la foto di una persona, può essere identificata.

Gli esperti ritengono che la tecnologia presto scavalcherà quella delle impronte digitali, poiché è un metodo più efficace per identificare le persone.

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