Blitz quotidiano
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Terrorista siriano, lo hanno preso così: legato con la prolunga

LIPSIA – Le gambe legate, all’altezza delle caviglie, con una prolunga elettrica, le mani bloccate dietro alla schiena, tenuto per il collo da uno dei due connazionali che l’hanno catturato: è stato trovato così dalla polizia tedesca l’aspirante terrorista Jaber Al Bakr, giovane siriano di 22 anni che in Germania aveva anche ottenuto lo status di rifugiato, ma che stava pianificando un attentato sul suolo tedesco, forse in un aeroporto.

L’attentato è stato sventato, ma non certo da astute e approfondite indagini della polizia. A portare alla cattura dell’aspirante terrorista, anzi, a catturarlo propriamente, sono stati due suoi connazionali a cui lui aveva chiesto ospitalità. La polizia aveva diffuso un messaggio in arabo in cui parlava di Al Bakr, ricercato in tutto il Paese dopo che era fuggito da un blitz in un appartamento di Chemnitz. E loro hanno capito che era il connazionale che avevano in casa e lo hanno bloccato e consegnato.

Al Bakr aveva legami con l’Isis e l’esplosivo che è stato trovato nella casa di Chemnitz e che lui aveva in parte portato con sé nella sua fuga è dello stesso tipo di quello utilizzato per gli attentati di Parigi e Bruxelles del novembre 2015 e del marzo 2016.

Dopo due giorni di caccia all’uomo la fuga di Al Bakr è stata interrotta proprio da altri due siriani. Lo avevano già accolto nel loro appartamento a Lipsia quando si sono accorti che era ricercato, dopo che la polizia aveva diffuso un appello anche in arabo. Uno dei due è andato in commissariato ad informare la polizia mentre l’altro ha legato il terrorista “al divano con una corda”. Per telefono poi ha messo in guardia la polizia che Albakr presto si sarebbe liberato e tramite Whatsapp ha anche mandato una foto. Allora gli agenti hanno fatto scattare il blitz: quando sono entrati nell’appartamento, “il siriano stava addosso a Albakr con le ginocchia per trattenerlo”.

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