Blitz quotidiano
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Turchia, golpisti in fuga: frontiere e aeroporti chiusi

ANKARA – Allarme alle frontiere in Turchia, che sono state chiuse insieme agli aeroporti, per evitare che i golpisti fuggano dopo il fallimento del colpo di stato militare del 16 luglio. Le autorità turche hanno lanciato l’allarme dopo essere state informate che importanti membri del movimento Gulen, tra cui giornalisti, potrebbero tentare di fuggire all’estero in seguito al fallito golpe.

Lo riferisce l’agenzia di stampa Anadolu, precisando che le autorità hanno scoperto piani in tal senso in base a delle liste rinvenute in cui sono elencati nomi di comandanti e loro vice da collocare in luoghi di responsabilità qualora il golpe avesse avuto successo.

Un elicottero Blackhawck  è atterrato stamane in Grecia con a bordo 7 ufficiali dell’esercito turco e un civile, che hanno chiesto asilo poltico alle autorità di Atene dopo il fallito colpo di Stato in Turchia.  I fuggitivi sono stati arrestati. Immediatamente dopo, da Ankara il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha fatto domanda di estradizione alla Grecia, accusando gli otto di essere golpisti.

Il bilancio al momento è di 200 morti e oltre 1500 militare arrestati con l’accusa di alto tradimento. Gli arresti e la caccia ai golpisti intanto prosegue da Ankara a Istanbul e un gruppo di militari golpisti, circa 150 secondo un fonte che ha voluto mantenere l’anonimato, è ancora asserragliato nel quartiere generale del comando delle Forze armate ad Ankara, in Turchia. Lo riferisce l’agenzia Anadolu, aggiungendo che si tratta dell’ultimo manipolo di insorti ancora in armi. I soldati ribelli vorrebbero trattare la loro resa. Intanto altri 700 militari si sono consegnati alle forze di polizia.