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Turchia, spari contro direttore Dundar, condannato a 5 anni

ISTANBUL – Spari contro Can Dundar, il direttore del quotidiano di opposizione turca Cumhuriyet. Dundar non è stato colpito, ma un altro giornalista, il reporter di Ntv Yagiz Senkal, è stato ferito ad una gamba.

L’agguato è avvenuto davanti al tribunale di Istanbul, dove Dundar era in attesa della sentenza del processo che lo vede imputato per lo scoop sul traffico di armi in Siria. Dundar risulta illeso. L’assalitore è stato arrestato. “L’attacco era rivolto a me, ma non so chi sia l’assalitore”, ha spiegato il giornalista.

Al termine dell’udienza Dundar è stato condannato a cinque anni e dieci mesi di prigione per violazione di segreto di Stato con la pubblicazione dello scoop sul passaggio di armi in Siria. Nello stesso processo, il suo caporedattore Erdem Gul è stato condannato a 5 anni.

Dundar e Gul sono invece stati assolti dalle accuse di spionaggio e tentativo di colpo di Stato. Secondo quanto riferisce Ntv, il tribunale ha deciso che potranno restare a piede libero, in attesa del processo di appello, ma con un divieto di espatrio.

L’ARRESTO – Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, alla vigilia delle elezioni di giugno, i giornalisti erano stati denunciati dai servizi segreti turchi e dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che aveva assicurato che avrebbero pagato “un caro prezzo”. Il caso ha suscitato proteste a livello internazionale, rilanciando l’allarme sulla situazione libertà di stampa in Turchia.

Il 26 novembre Dundar e Gul sono stati arrestati. Da allora sono stati tenuti in isolamento per 40 giorni, prima di essere trasferiti nella stessa cella nel carcere di Silivri a Istanbul. Sono stati rilasciati all’inizio di marco. In quell’occasione, durante una conferenza stampa organizzata da Reportes sans Frontières in occasione del suo rilascio, Dundar aveva detto:

“In un Paese normale il Presidente non dichiara di non rispettare una decisione della Corte costituzionale. Ma in Turchia Erdogan non tollera le critiche e le vive come una minaccia nei suoi confronti. Ringrazio Erdogan, perché se non ci avesse minacciati la nostra non sarebbe diventata una vicenda internazionale. Dopo le sue parole la stampa di tutta Europa, dall’Italia alla Polonia, si è occupata del caso. Senza la solidarietà internazionale, oggi non saremmo qua”.