Cronaca Europa

U-boat U-559 e Enigma: così la marina inglese fregò i nazisti

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U-boat U-559, il sommergibile nazista catturato dagli inglesi

LONDRA – U-boat, U-559 era la sigla del sommergibile tedesco catturato intatto dagli inglesi, il 30 ottobre di 75 anni fa, con a bordo la macchina dei messaggi cifrati che permise a Enigma il colpo finale. Ora dagli archivi emergono nuovi e straordinari dettagli su come la Royal Navy abbia preso codici cifrati fondamentali dalle imbarcazioni tedesche catturate e reso possibile il lavoro dei crittografi. Lo rivela il libro di Hugh Sebag-Montefiore, “Enigma: The battle for the code”.

Nella guerra segreta dei codici cifrati tedeschi, la decrittazione di Alan Turing e dei crittografi che lavoravano con lui a Bletchley Park, è stato uno dei più grandi colpi britannici della seconda guerra mondiale, ricorda Sebag-Montefiore. Ha aiutato le navi a procurare forniture vitali per il Regno Unito durante i giorni più bui della guerra, eludere le imbarcazioni tedesche e consentire alla Gran Bretagna di ricostruire la sua forza e dotare l’esercito in previsione della cacciata dei nazisti dall’Europa, scrive The Guardian.

La macchina Enigma in realtà non inviava messaggi. Era utilizzata per trasformare il tedesco in parole incomprensibili poi trasmesse usando il codice morse sulle onde radio. Le stazioni britanniche potevano ascoltare questi segnali, ma poiché codificati, non riuscivano a capire cosa dicessero.

La cattura da parte dei britannici di una serie di navi tedesche e dunque delle loro macchine Enigma e dei codici cifrati, nei primi sette mesi del 1941 ha cambiato tutto. Utilizzando gli elementi sequestrati, Alan Turing e i suoi collaboratori furono in grado di decodificare i messaggi navali Enigma della Germania.

Ma c’era un problema. Ogni tanto i tedeschi, sospettando che il codice fosse stato compromesso, lo modificavano vanificando il lavoro. Il blackout più lungo è avvenuto in seguito all’ordine tedesco che le navi che operavano nell’Atlantico e nel Mediterraneo, dopo il 1 ° febbraio 1942, avrebbero dovuto inserire un quarto rotore nelle macchine. Precedentemente ne usavano soltanto tre.

Ciò, per la Gran Bretagna e i suoi alleati, ebbe conseguenze disastrose, la rete di sicurezza era scomparsa. Da febbraio a ottobre 1942, centinaia di migliaia di tonnellate di navi degli alleati, vennero affondate. Era diffuso il timore che la Gran Bretagna dovesse arrendersi.

Le tenebre si allontanarono solo il 30 ottobre 1942, 75 anni fa, dopo il sequestro di un U-559, che consentì a Bletchley Park di decifrare ancora una volta il codice. E questo cambiò tutto, un cambio di rotta rivoluzionario il cui anniversario sarà celebrato alla fine di ottobre. Fu Mark Thornton, un comandante di 35 anni, ossessionato non solo dalla sua nave HMS Petard, una delle migliori della Marina, ma anche dal desiderio di catturare un U-boat e il suo codice cifrato.

Disse agli uomini che dovevano adottare i suoi metodi ma per quanto efficiente, Thornton non poteva farcela da solo. Non ci sarebbe stato alcun dividendo se non fosse stato per un’inefficienza tedesca sui loro U-boat. Secondo Hermann Dethlefs, un ufficiale di 19 anni di servizio sull’U-559, il comandante tedesco non prestò attenzione quando, poco dopo mezzogiorno, il 30 ottobre 1942, il U-boat che cercava i convogli nel Mediterraneo tra Port Said, Egitto, e Haifa, Palestina, fu avvistato vicino alla superficie da un aereo britannico.

Il comandante del U-boat aveva poi dato l’ordine di immergersi ma da quel momento gli aerei inglesi e i cinque cacciatorpedinieri, tra cui il Petard, convocati sul posto non persero mai di vista il sottomarino tedesco. Le numerose bombe di profondità non colpirono il sottomarino ma l’acqua, a seguito delle esplosioni, sommerse la poppa del U-boat che affondò.

Nel tentativo di riequilibrare la nave, fu ordinato di andare avanti. “Eravamo tutti spaventati, aveva ricordato Dethlefs, i più giovani tremavano, piangevano e i più anziani tentavano di calmarli. Ma è difficile rassicurare quando ci si rende conto che la prossima bomba può far saltare in aria”.

Alla fine, fu detto che era impossibile riequilibrare il sommerginile e il capitano ordinò di salire in superficie. Poi, mentre intorno i cacciatorpedinieri sparavano, fu detto di evacuare. Gli ultimi a uscire furono l’ingegnere e i suoi assistenti. Dethlef scoprì solo dopo che avevano combinato un pasticcio e che nessuno aveva pensato di inondare i codici con secchiate d’acqua, il cui inchiostro era solubile e sarebbero stati illeggibili.

Thornton urlava di abbandonare il U-boat e i suoi uomini, ormai plagiati, seguivano ogni suo comando qualunque fosse il rischio. C’è una controversia su come Tony Fasson, 29 anni e primo tenente, e il marinaio 22enne Colin Grazier abbiano abbandonato il U-boat. I romantici dicono che, seguiti dall’assistente di mensa Tommy Brown, 16 anni, si sono spogliati e hanno nuotato. La relazione ufficiale di Thornton afferma più prosaicamente che “saltarono a prua” quando il Petard si posizionò accanto a quella del somergibile

Quel che è certo è che tutti e tre scesero per recuperare i codici ma l’acqua diventava sempre più alta e Brown disse al tenente che “tutti gridavano sul ponte”. La risposta di Fasson fu di consegnare i libri.

Furono messi in una delle barche a remi del cacciatorpediniere, a poca distanza da Dethlef, che insieme a un compagno ferito era stato salvato in mare. Ricorda di aver pensato “Sono un soldato d’onore. Farò tutto per aiutare la Germania. Fui tentato di allontanarmi e afferrare i documenti per buttarli in mare. Ma accanto a me c’era il soldato ferito, un marinaio britannico che aveva una pistola e capii che era impossibile. Non potevo fare niente”.

Sebbene ci sia stata un’altra crisi durante la primavera del 1943, quando i tedeschi modificarono nuovamente il codice, fu rapidamente risolta, questa volta usando il cifrario del segnale corto che era stato recuperato dall’U-559 da Fasson e Grazier. Il 19 marzo 1943, Churchill fu informato dal capo del Secret Intelligence Service. Rispose:”Mi complimento con le vostre splendide galline”. Da quel momento il codice navale Enigma usato dai U-boat nell’Atlantico e nel Mediterraneo fu decrittato più o meno ogni giorno per il resto della guerra.

Purtroppo Tommy Brown, l’unico sopravvissuto del raid U-559, non scoprì mai il gesto eroico anche dei compagni. Poco prima della fine della guerra, tornando a casa dopo una notte di bevute, una sigaretta mandò a fuoco l’abitazione uccidendo lui e la sorellina Maureen di appena 4 anni.

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