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Una donna ha tradito il terrorista di Parigi e vive scortata

PARIGI – La donna che ha rivelato alla polizia francese il nascondiglio segreto della mente degli attacchi di Parigi ha raccontato il terribile momento in cui ha incontrato Abdelhamid Abaaoud. “L’ho visto in TV” ha detto alla polizia, ricordando di quando aveva accompagnato la cugina di Abaaoud Hasna Aitboulahcen nel nascondiglio segreto del fuggitivo dell’Isis, in una zona boschiva nei pressi del sobborgo di Aubervillier.

Quando ha realizzato la volontà di portare avanti il massacro, ha provato a far ubriacare Aitboulahcen per fermarla nell’aiutare Abaaoud e informare segretamente la polizia circa i loro piani. La donna, che ora vive sotto protezione della polizia per paura della sua stessa vita, ha detto al Washington Post che era una sorta di mamma surrogata per Aitboulhacen e lotta con i sensi di colpa per la sua morte.

“E’ importante che il mondo sappia che anch’io sono musulmana. E’ importante per me che la gente sappia che ciò che hanno fatto Abaaoud e gli altri nono sono insegnamenti dell’ Islam”,

ha riferito spiegando perché ha informato la polizia. La donna ha spiegato che Hasna Aitboulahcen è rimasta con lei per tre anni, ma soffriva di problemi di droga e di alcol, sparendo per per diverse settimane. Racconta del cambiamento circa il comportamento di Hasna, che aveva cominciato a scambiarsi messaggi con qualcuno in Siria.

Non è chiaro con chi fosse in contatto la ragazza, ma si ipotizza che fosse il cugino Abdelhamid Abaaoud, che era andato in Siria nel 2013 per poi ricomparire con le truppe dell’ISIS per dirigere la squadra del terrore. Il jihadista aveva schernito i servizi di intelligence in un’intervista sulla rivista di propaganda ISIS, vantandosi di come avesse fatto più viaggi per tornare in Europa dalla Siria inosservato.

Aitboulhacen aveva cominciato a indossare il niqab e diceva di voler sposare il cugino Abaaoud, nonostante i video emersi dove si vanta dei crimini di guerra e dei camion guidati di lui pieni di cadaveri. Si crede che, nonostante fossero regolarmente in contatto, Aitboulahcen non era al corrente del coinvolgimento di Abaaoud negli attacchi di Parigi fino a quando non lo ha incontrato nel bosco.

Secondo la donna, Aitboulahcen ricevette una telefonata due notti prima degli attentati. Il chiamante affermava di telefonare per conto della cugina, ma usava un numero belga. La donna non era convinta, ma un’altra telefonata la invitava a trovare una sistemazione “per non più di uno o due giorni”.

Felice della richiesta, chiese rapidamente di cosa avessero bisogno e sperava non fosse uno scherzo, ha riferito l’amica. La notte dell’incontro con Abaaoud, Aiboulahcen era rallegrata alla vista del cugino, che le ha consegnava 5000 euro per trovare una sistemazione a lui e al suo socio. Le ha chiesto inoltre di comprare abiti e scarpe eleganti, che voleva probabilmente usare per un secondo attacco nel quartiere degli affari di Parigi.

La donna racconta che alla domanda del perché fare male a così tante persone, il cugino in confidenza ha dichiarato che Parigi “non era ancora nulla” e raccontato di futuri attacchi da parte di altri militanti in Europa. Il jihadista ha poi richiamato la donna per minacciarla di morte nel caso in cui avesse parlato con qualcuno circa l’incontro. Capita la gravità della situazione, l’amica ha cercato, senza successo, di far ubriacare Aitboulahcen per evitare di portare avanti le richieste di Abaaoud.

Il giorno dopo ha segretamente chiamato il servizio di intelligence online e ha spiegato tutto ciò che era stato detto il giorno prima alla riunione. I servizi di sicurezza hanno raccolto le telefonate di Aitboulahcen e controllato a vista la proprietà il giorno seguente. Il martedì notte, l’appartamento di St Denis che aveva affittato per 150 euro, è stato perquisito. La polizia aveva ricevuto l’indirizzo dall’amica di Aitboulahcen.

E’ avvenuta una violenta sparatoria fra le forza speciali francesi e i fuggitivi, prima che la cintura esplosiva di Chakib Akrouh esplodesse. Il soffitto ha ceduto, uccidendo Abaaoud e Aitboulhacen. Nonostante lo straordinario coraggio nell’informare la polizia circa Abaaoud e la sua amica Aitboulhacen, la donna racconta di vivere nel terrore. Abaaoud è morto, ma per la donna che lo ha fermato la minaccia infesta la sua vita di tutti i giorni perché vive nel terrore di essere presa di mira da un altro affiliato dell’ISIS.

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