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Veterani, eroi dimenticati: debiti, problemi mentali e di salute…

LONDRA – E’ la tragedia degli eroi dimenticati. La maggior parte dei veterani ha problemi mentali, vive nel timore dei debiti secondo quanto svela una nuova ricerca. Una generazione di giovani ex soldati “dimenticati”, lasciati soffrire in silenzio a combattere i gravi problemi di salute, che sopravvivono con un tozzo di pane.

Molti di loro, al di sotto dell’età di pensionamento, lottano contro la depressione e altri problemi di salute mentali e fisici e hanno un reddito annuo di 13.000 sterline. La loro principale paura sono i debiti.

Un rapporto pubblicato dal SSAFA, ente benefico delle Forze Armate, fa luce sulla situazione di molti ex combattenti, donne comprese, che lottano per tornare alla vita civile. Alcuni non hanno fissa dimora, sono finiti in prigione o hanno preso in considerazione il suicidio mentre altri si rivolgono alla mensa dei poveri.

Tra i risultati scioccanti della ricerca, pubblicati dal Daily Mail Online, è emerso che:

– Tre quarti soffrono di malattie fisiche o mentali a lungo termine o disabilità.
– A quasi due terzi, sono stati diagnosticati problemi di salute mentale.
– Due quinti, affermano di potersi permettere le spese per affrontare il quotidiano, mentre la metà non ha abbastanza denaro per comprare generi di prima necessità.
– La metà non lavora, mentre altri veterani intervistati affermano di non stare abbastanza bene per cercarne uno.
– Quattro su dieci ritengono di essere svantaggiati dall’aver svolto il servizio militare, quando cercano di ottenere una casa o un lavoro.

Il rapporto, “The New Frontline”, dimostra che le persone intervistate, quasi 1.000 veterani tra i 16 e i 65 anni, sono stati aiutati da enti di beneficenza ed è anche emerso che la maggior parte di loro, dopo aver lasciato l’esercito, si sente negletto.

Più di due quinti dei veterani che hanno combattuto in Afghanistan – e la metà di quelli che hanno combattuto nella guerra del Golfo – hanno riferito che è stata loro diagnosticato il Disturbo Post traumatico da Stress.

E ancora, l’85% dei veterani ritengono che il Regno Unito non offra un sostegno sufficiente ai suoi ex soldati, mentre il 78% afferma che gli Stati Uniti nei confronti dei suoi veterani, siano più generosi del Regno Unito.

David Murray, amministratore delegato del SSAFA, ha detto:”La nostra ricerca ha individuato un gruppo di veterani che vivono in condizioni abbastanza disperate, spesso non per colpa loro. Questi uomini e donne non vivono come dovrebbero e la loro situazione è ignorata”.

“Purtroppo, dal rapporto emerge chiaro e forte che molti veterani non si sentono valorizzati. Hanno servito il paese, a volte sofferto per il paese, ma si sentono dimenticati”. “Il periodo di transizione è un momento cruciale per chi torna nella vita civile”. David Swift, uno degli intervistati che si è arruolato nell’esercito a circa 17 anni, non è riuscito ad adattarsi e è finito a vivere sulla strada.

“Nel giro di un anno – ha detto – sono passato dall’essere un uomo sano in un grande reggimento a diventare una persona qualunque, seduto in un parco che si chiedeva cosa fare della sua vita. Hai bisogno d’aiuto ma l’orgoglio vince su tutto. A volte si pensa che la famiglia starebbe meglio senza di te. Ti senti inutile”.

Per migliorare la situazione, il SSAFA sta convocando militari – uomini e donne vulnerabili – per esami diagnostici relativi al benessere, prima che lascino l’esercito e un nuovo sistema di consulenza finanziato dal governo per sostenere nel primo anno di vita civile, i veterani più esposti.

Il principe Michael di Kent, Presidente Nazionale del SSAFA, aggiunge:”Questo rapporto ci ricorda che non sempre vediamo il prezzo dei sacrifici fatti dai nostri veterani. Alcuni stanno soffrendo in silenzio, vivono in difficoltà finanziarie o devono far fronte a problemi di salute. Non chiedendo aiuto, si può essere dimenticati con troppa facilità”.

Un portavoce del Ministero della difesa, ha detto:”La scorsa settimana abbiamo assegnato 14 milioni di sterline a enti di beneficenza militari per aiutare i più bisognosi. Ma sappiamo che c’è da fare molto di più ed esamineremo il rapporto”.