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Yannis, morto a Nizza. Papà: “Stava giocando, poi il dramma”

NIZZA – La sua foto, mentre gioca in spiaggia, è uno dei simboli della strage di Nizza: il piccolo Yannis Coviaux, 4 anni, è una delle vittime del terrorista franco-tunisino. Suo padre Mickael e la madre si sono salvati per miracolo, ma il dramma è per questo moltiplicato: hanno visto morire il bimbo davanti ai loro occhi, in strada. L’uomo ha ricostruito quei secondi tragici al Corriere della Sera e il suo racconto lascia senza parole.

“Yannis era felice, stava giocando con i suoi amichetti. Il mese scorso aveva fatto 4 anni. Era lui il capo, era un bambino che sapeva imporsi. Stavamo cercando di convincerlo a tornare a casa”. Le sue prime stati il bimbo le aveva trascorse a Saint Laurent du Pont, dai nonni.

“L’anno scorso non lo avevamo portato perché avevamo passato la giornata al mare. Giovedì mia moglie ha insistito, e perché no, ci sembrava una bella idea”, spiega senza più lacrime il signor Coviaux. La famiglia era in spiaggia con un’amica e i suoi due figli, ad assistere ai fuochi del 14 luglio. Risaliti in strada e diretti al parcheggio, vengono travolti dal tir assassino.

Mickael lo vede e finisce a terra solo sfiorato. Il piccolo Yannis è più avanti di una ventina di metri, corre sul marciapiede con gli amichetti. “Quando mi sono rialzato, l’ho visto – racconta il padre -. Era piegato su se stesso, con un braccio allungato sopra la testa. Ho capito subito”. Lo prende in braccio e corre, per mezzo chilometro, fino a un’ambulanza: “Ma sapevo, lo sapevo già”.

Yannis non ce la fa, è già morto. E sta morendo anche l’amica della coppia, sotto gli occhi dei suoi due bambini. “Io quasi non ho fatto caso, davvero. Pensavo solo a Yannis”, si scusa quasi Mickael. “Mia moglie urlava, non smetteva di urlare. E io lo tenevo in braccio, il mio bambino morto, il mio unico figlio. Non so quanto tempo sono rimasto così”.


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