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Usa-Cuba. Savater,”Resta dittatura, commercio non basta”

"Obama è andato a Cuba per agevolare la possibilità di fare affari con l'isola. Al momento la sua è una visita squisitamente commerciale" e "per quanto Obama nel suo discorso parli anche di democrazia e diritti umani, Cuba resta un Paese guidato da un partito unico, una dittatura". Lo dice - in un'intervista al Corriere della Sera - Fernando Savater, filoso e scrittore spagnolo, facendo un parallelo tra Cuba e la Spagna di Franco.

ROMA . “Obama è andato a Cuba per agevolare la possibilità di fare affari con l’isola. Al momento la sua è una visita squisitamente commerciale” e “per quanto Obama nel suo discorso parli anche di democrazia e diritti umani, Cuba resta un Paese guidato da un partito unico, una dittatura”.

Lo dice – in un’intervista al Corriere della Sera – Fernando Savater, filoso e scrittore spagnolo, facendo un parallelo tra Cuba e la Spagna di Franco.

“Ero adolescente – afferma – quando Eisenhower visitò la Spagna franchista: il presidente americano fu accolto in pompa magna, e questo rafforzò il regime, gli conferì un aspetto di rispettabilità. La visita favorì anche gli affari: lo sviluppo economico della Spagna cominciò proprio con la visita di Eisenhower a Franco. Ma tra questo viaggio e la fine del franchismo passarono 15 anni di repressione, carcere, torture”.

“Cuba è governata da un ‘Franco di sinistra': soltanto quest’anno, in tre mesi scarsi, sono state incarcerate 500 persone, violenze e arresti contro attivisti dei diritti umani si sono verificati anche alla vigilia dell’arrivo di Obama.

“Quando Kennedy andò in visita a Berlino ovest e disse ‘Ich bin ein Berliner’ intendeva dare il suo sostegno ai berlinesi in contrapposizione ai Paesi dell’Est e alla dittatura sovietica. Speriamo che Obama, parafrasando Kennedy, dica ora ‘Yo soy disidente cubano'”, conclude.