Cronaca Italia

Maurizio Diotallevi preso perché a Roma non si raccoglie la monnezza

Maurizio Diotallevi preso perché a Roma non si raccoglie la monnezza

Maurizio Diotallevi preso perché a Roma non si raccoglie la monnezza

ROMA – Maurizio Diotallevi preso perché a Roma non si raccoglie la monnezza. Il caso dell’orribile delitto della signora fatta a pezzi e i suoi resti disseminati in diversi cassonetti di Roma tra Flaminio e Parioli, nel giro di 24 ore è per fortuna stato risolto. Il fratello di Nicoletta, Maurizio Diotiallevi è in manette anche per la fattiva e involontaria collaborazione di una nomade che rovistava nel cassonetto in viale Maresciallo Pilsudky, e dell’azienda partecipata dei rifiuti romana, Ama, che stenta a tenere il passo di una raccolta rapida e completa.

Diotallevi, che per qualche motivo (economico, condizione psichica) aveva litigato con la sorella coinquilina della casa ereditata dai genitori in Via Guido Reni, l’ha strangolata prima di farla a pezzi con una sega nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Poi si è disfatto del cadavere gettandolo letteralmente nella spazzatura. Una giovane nomade romena, rovistando in via Pilsudsky, ha notato due gambe umane unite da un nastro…

Gli altri resti del cadavere sono rimasti nei cassonetti, praticamente sotto casa Diotallevi, l’intera giornata di Ferragosto, tanto è vero che gli inquirenti li hanno ritrovati 24 ore dopo, quando Maurizio, l’assassino, era già sotto torchio. I pezzi mancanti rinvenuti in due cassonetti hanno ricomposto il macabro puzzle criminale.

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