Cronaca Italia

A14, crollo del cavalcavia. “Lavori affidati a diverse ditte”

A14, crollo del cavalcavia. "Lavori affidati a diverse ditte"
A14, crollo del cavalcavia. "Lavori affidati a diverse ditte"

A14, crollo del cavalcavia. “Lavori affidati a diverse ditte”

ANCONA – Nel cantiere del cavalcavia crollato sull’A14 all’altezza di Camerano (Ancona) lavoravano almeno due ditte, “ma ce ne sono anche altre che stiamo cercando di individuare”. Oltre alla Delabech srl di Roma, che stava lavorando in subappalto per conto della Pavimental, società controllata di Autostrade, c’era anche il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto (Roma). Diversi anche gli operai al lavoro, almeno due squadre. Lo hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm titolare dell’inchiesta Irene Bilotta.

Il punto centrale dell’inchiesta per capire quanto è accaduto sul cavalcavia crollato ieri sull’A14 è il tempo intercorso tra il sollevamento del ponte e il crollo, hanno spiegato il procuratore e il pm. I detriti della parte crollata, ha spiegato Bilotta, “sono stati rimossi perché non servono”, nel senso che il problema non si è verificato sul troncone caduto ma ai lati, sulle pile provvisorie per l’innalzamento del cavalcavia.

Ignoto anche il numero degli operai presenti, oltre a quelli che sono stati soccorsi, ha spiegato Bilotta, aggiungendo di “non avere riscontri” su operai che sarebbero fuggiti dopo il crollo, secondo alcune voci raccolte sul posto. Gli operai erano in parte romeni (come i tre rimasti feriti) e in parte italiani, e si trovavano da un lato e dall’altro del cavalcavia, in corrispondenza dei sostegni provvisori che servivano per il sollevamento del ponte attraverso l’azione di martinetti governati da una centralina.

Secondo Autostrade per l’Italia, “le attività di sollevamento erano state completate alle ore 11:30”. Al momento dell’incidente, avvenuto alle 13:50 circa, il personale stava realizzando “attività accessorie”. Ma si sta cercando di capire se, invece, il sollevamento fosse ancora in atto o il ponte non ancora del tutto stabilizzato. Il cavalcavia, peraltro, sarebbe crollato inclinandosi su un lato, come se avessero ceduto le pile solo da quella parte.

Il fascicolo della Procura di Ancona per il crollo è aperto al momento contro ignoti. L‘ipotesi di reato resta per ora quella di omicidio colposo plurimo. “Stiamo ricostruendo la catena degli appalti”, hanno spiegato il procuratore e il pm titolare dell’inchiesta. Solo così “si potrà risalire alle responsabilità”. La Procura ha disposto il sequestro di tutta la documentazione nelle sedi delle ditte interessate, tra cui Loreto (Ancona) e Roma.

Tutta la documentazione è ancora in mano alla polizia giudiziaria e i sequestri non sono terminati. Sono stati acquisiti anche i progetti e altri documenti nel cantiere, altri ancora – delle copie che si trovavano in un furgone – finiti sotto le macerie, e le attrezzature. Sul posto, subito dopo il crollo, era già presente un ispettore del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il consulente tecnico esterno, un ingegnere docente universitario, nominato dal pm, a cui è stata affidata la perizia. “I consulenti – ha detto la Melotti – daranno tutti gli elementi sulle caratteristiche dei lavori e dunque anche sui fattori di rischio. Poi si vedrà se c’è una pericolosità estesa”. L’Asur sta facendo accertamenti per quel che riguarda gli aspetti infortunistici.

Autostrade per l’Italia ”ha chiesto con estrema urgenza alle aziende che hanno progettato ed eseguito i lavori sul cavalcavia crollato in A14 una relazione dettagliata su quanto accaduto, per accertare eventuali errori umani e valutare possibili azioni a tutela”. Il cantiere, dice una nota della società, ”era stato avviato il 7 febbraio e si sarebbe dovuto concludere, per quanto riguarda le attività sulle pile finalizzate all’innalzamento del cavalcavia, il 31 marzo”.
(Foto Ansa)

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