Blitz quotidiano
powered by aruba

Adriano Becchimanzi, come finto carabiniere derubava anziani

FERRARA – Prima telefonava alle sue vittime, tutte anziane vedove, fingendosi un avvocato. Poi si presentava alla loro porta vestito da carabiniere, e si faceva consegnare da loro tutti i soldi che avevano in casa, gioielli compresi. Alla fine l’uomo, Adriano Becchimanzi, napoletano di 36 anni, è stato arrestato. E la polizia ha diffuso la sua foto per scoprire eventuali nuove vittime.

Becchimanzi prima chiamava a casa delle donne sole e anziane, entrambe ottantenni, dicendo loro di essere l’avvocato del figlio che era stato arrestato per aver provocato un grave incidente. Quindi diceva alle donne che avrebbe inviato un carabiniere a prendere i soldi per poter far rilasciare il figlio in carcere. A quel punto lui stesso si travestiva da carabiniere e si presentava a casa delle vittime per farsi dare i soldi.

Alla fine l’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Ferrara che sono risaliti a lui e l’hanno beccato ad Aversa, in provincia di Caserta, dopo otto ore di appostamenti. Becchimanzi adesso è detenuto nel carcere di Poggioreale.

La Nuova Ferrara ricostruisce la vicenda:

 

Il primo furto con raggiro risale dunque al 10 dicembre. Becchimanzi aveva telefonato a un’anziana vedova qualificandosi come l’avvocato del figlio, che a suo dire si trovava in stato di fermo in caserma per aver provocato un incidente stradale. Se i danni non fossero stati risarciti subito, il figlio sarebbe finito in carcere. Il finto avvocato aggiungeva che di lì a poco un carabiniere si sarebbe presentato a casa dell’anziana per ritirare i soldi, lei avrebbe dovuto racimolare tutto quello che aveva in casa. E, puntuale, poco dopo lo stesso Becchimanzi suonava alla porta della pensionata in veste di carabiniere, portando via 2000 euro in contanti e alcuni monili d’oro.

Stessa scena il 12 gennaio, ai danni di un’altra ottantenne che, impaurita, non ha esitato a consegnare un acconto di 900 euro per evitare l’arresto del figlio. Quando hanno capito di essere state raggirate, le vittime si sono rivolte  ai carabinieri e le loro testimonianze sono state il primo passo per avviare l’indagine per identificare il malvivente, già schedato.

 

 


PER SAPERNE DI PIU'