Blitz quotidiano
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Aerosol inutile per bambini. Raffreddore? Lavaggi nasali

Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica

ROMA – Tosse, raffreddore, catarro, molti genitori usano l’aerosol come unica panacea. Ma per i bambini non serve a nulla. A dirlo è un medico pediatra, Susanna Esposito, che al Corriere della Sera dice:

«Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite – spiega l’infettivologa -, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione. Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati), facendo passare il liquido da una narice all’altra: l’obiettivo è evitare la colonizzazione batterica nasale. In caso di bronchite asmatica, con broncospasmi ricorrenti, ovvero un restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria, si può procedere con salbutamolo (farmaco broncodilatatore, ndr) e corticosteroidi (cortisone, ndr) in aerosol, mentre per la bronchiolite – un’infezione virale delle ultime diramazioni bronchiali frequente nel primo anno di vita – si fanno cicli solo con la soluzione ipertonica (ovvero acqua purificata con una concentrazione di sali superiore a quella del nostro organismo, che è dello 0,9%, ndr). Nella laringite ipoglottica, con tosse “a foca”, si opta per l’aerosol con soluzione fisiologica e cortisone. È bene aggiungere che la scelta dei corticosteroidi va fatta dal pediatra, perché non tutti hanno la stessa efficacia».

Ed ecco qualche indicazione dell’infettivologo Antonio Boccazzi:

Attenzione anche a che cosa si mette dentro l’ampolla nebulizzatrice: «Mai il cortisone di propria iniziativa, deve essere sempre deciso dal medico, e serve solo nei casi di broncospasmo. Anche i fluidificanti vanno usati solo su indicazione del pediatra, perché una terapia mucoregolatrice troppo violenta può causare secchezza delle vie respiratorie. Trovo che sia invece utile l’aerosolterapia con soluzione ipertonica (è importante che la diluizione sia al 3%, e non oltre), perché aiuta a tenere pulito il naso, ma non va fatta più di due volte al giorno e per breve tempo. Va bene anche l’aerosol con soluzione fisiologica, ma bisogna ricordarsi che nessuna di queste pratiche ha una validità preventiva, servono solo quando l’aumento delle secrezioni è in corso. Inoltre bisogna ricordarsi di fare i lavaggi nasali e di umidificare l’ambiente, perché l’aria secca fa aumentare le secrezioni, così come il freddo. Ma, ripeto, serve prima di tutto rispetto del bambino: di tosse e raffreddore non è mai morto nessuno, si può anche pensare di pazientare qualche giorno lasciando che la malattia faccia il proprio corso».


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