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Aflatossine nel latte: controlli in Lombardia

ROMA – Controlli nelle stalle e nelle aziende che lavorano il latte per individuare e distruggere eventuali alimenti contaminati dalle aflatossine. Fino al 5 aprile scorso, l’Ats Insubria – agenzia nata dalla fusione delle Asl di Como e Varese – ha effettuato 76 campionamenti, che nel 5,5% dei casi hanno avuto esito positivo. Il latte in questi casi è stato distrutto.

Il problema, riporta il Corriere di Como, delle aflatossine nel latte interessa tutta la Lombardia e sarebbe legato in particolare al caldo anomalo e alla proliferazione di questa sostanza nei campi di mais, alimento poi utilizzato per le mucche da latte. Il 30 marzo scorso, la Regione ha approvato dunque un piano straordinario di sorveglianza “per dare una risposta rapida ed efficace al problema delle aflatossine nella filiera lattiero – casearia”.

In tutta la regione sono previsti 6mila controlli ufficiali straordinari nelle aziende zootecniche e negli stabilimenti di lavorazione del latte. La sorveglianza è già scattata anche sul territorio lariano e la gestione degli interventi è affidata all’Ats Insubria.

“In provincia di Como e Varese sono presenti 192 allevamenti di produzione di latte – fanno sapere dalla direzione dell’Ats – Il numero dei campionamenti ufficiali effettuati fino al 5 aprile scorso è di  76, con  una percentuale di positività del 5,5% circa, in linea con il dato regionale”.

Se i valori delle aflatossine risultano superiori ai limiti consentiti, come precisato ancora dall’Ats, “l’intervento prevede il sequestro e la distruzione del latte fino al rientro nei parametri previsti. Il rientro – spiegano i tecnici dell’Ats – avviene dopo aver eliminato dalla razione gli alimenti contenenti aflatossine e verificato la qualità del latte prima con un controllo effettuato dallo stesso allevatore e in seguito attraverso un campionamento ufficiale effettuato dal servizio veterinario della Ats”.

Le positività, secondo quanto riferito dall’Ats sono in diminuzione. “Non ci siano rischi per il consumatore di prodotti a base di latte” ripetono dall’Agenzia di Tutela della Salute.


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