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Agordo, primario ospedale Alberto Scorrano a giudizio: “Chiese soldi per interventi”

BELLUNO – Il primario di ortopedia dell’ospedale di Agordo, in provincia di Belluno, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver operato i pazienti chiedendo soldi in cambio degli interventi. Alberto Scorrano, un noto medico originario di Salerno e un professionista conosciuto nell’ambito della medicina dello sport, è finito a processo dopo che il padre di un ragazzo, un giovane calciatore, ha denunciato la richiesta di 3mila euro per far operare il figlio nell’ospedale dal medico, che però avrebbe operato gratuitamente i suoi paesani usando illecitamente i soldi della struttura ospedaliera e dell’Usl.

Gigi Sosso sul quotidiano Il Corriere della Alpi scrive che la vicenda giudiziaria inizia nel 2013, quando il figlio di Silvano Menegaldo si rompe il crociato del ginocchio e gli viene consigliato Scorrano, che dal 2009 ha scelto il rapporto esclusivo in ospedale e che quindi non può esercitare la libera professione, né all’interno ne al di fuori della struttura ospedaliera:

“Un giovane calciatore del Lovispresiano, ora maggiorenne, di nome Menegaldo, si rompe il legamento crociato di un ginocchio.  Il padre, sentito per primo ieri mattina tra i testimoni del procuratore Pavone, ha raccontato di essersi rivolto al medico di base Lucio Gallo di Vittorio Veneto, che gli ha consigliato Scorrano. Il 13 novembre la visita che stranamente gli costerà 102 euro alla cassa, invece che i 170 previsti, la conferma della diagnosi e, dopo aver ammesso di essere disoccupato, l’ancora più curiosa richiesta di una somma tra i due e i tremila euro per l’intervento chirurgico.

Ne parlò sia con Gallo che con il direttore dell’ospedale, dottor Zanella. Non sono soldi che Scorrano chiede per sé, ma sono per l’azienda sanitaria. La difesa, Maurizio Paniz, aggiungerà che il budget dell’Usl 1 a novembre era già stato consumato, in questo caso la priorità viene accordata ai locali”.

Il medico Gallo ha confermato di aver visitato il ragazzo e di aver consigliato Alberto Scorrano, mentre una infermiera ricorda le telefonate ricevute da Menegaldo, soprattutto la prima in cui l’uomo chiedeva chiarimenti sul pagamento degli interventi chirurgici, mentre la dubbiosa infermiera replicava: “Non si paga nemmeno la scelta del medico. Nelle sue mani, non finisce un soldo”:

“Molto più tecnico Raffaele Zanella, che ha spiegato meccanismi, anche complicati su direttive regionali, ruoli, budget e pazienti di fuori azienda, che vengono a farsi curare in montagna. Ci sarebbe la registrazione di una telefonata tra lui e Scorrano, che nella trascrizione comincia con un omissis, sul quale la difesa vorrebbe capirci di più, di sicuro «c’è stata una sanzione» nei confronti dell’attuale imputato, «ma all’epoca dei fatti non ricordo se fossero finiti i soldi».

Sugli ospiti dal paese di Scorrano, Casal Velino, undici i casi contestati dalla procura senza che questi fossero mai stati visitati in ospedale né avessero prenotato delle visite. Il tutto a danno dell’ospedale di Agordo e dell’Usl 1, che è parte offesa insieme a Silvano Menegaldo e con ingiusto vantaggio per il medico, che secondo l’accusa incassava i soldi necessari. Il collegio Coniglio, Scolozzi, Cittolin aveva già fissato la prossima udienza per il 30 novembre, alle 10.30″


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