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Alba, 3 casi di legionella: piano per sgomberare il carcere

ALBA – Dopo i tre casi di legionella tra i detenuti e un quarto in via di accertamento, il carcere di Alba è stato evacuato per essere definitivamente bonificato. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si legge in un comunicato, “ha tempestivamente avviato tutte le procedure per la bonifica dell’impianto idrico della casa circondariale di Alba, dove recentemente si sono verificati alcuni casi di affezioni respiratorie da legionellosi”.

A tutela della salute del personale penitenziario e della popolazione detenuta, continua la nota “il provveditorato regionale e la direzione generale detenuti e trattamento in queste ore stanno provvedendo al trasferimento dei detenuti presso gli istituti penitenziari del Piemonte, nel pieno rispetto del principio della territorialità della pena”.

Il personale penitenziario, conclude il comunicato, “sarà temporaneamente reimpiegato presso altre strutture nel rispetto delle vigenti procedure. Gli interventi di bonifica dell’impianto idrico sono stati disposti dal locale Servizio di Igiene e Sanità pubblica”.

Il primo caso diagnosticato, un detenuto subito trasportato all’ospedale di Alba, era stato segnalato l’ultimo dell’anno dal sindacato Sappe, che ieri ha ribadito le preoccupazioni “per l’allarme legionella”. “Sono in corso controlli – commenta il segretario regionale Vicente Santilli -. Sollecitiamo ancora una volta la messa in sicurezza della casa di reclusione, garantendo al personale e ai detenuti un’adeguata opera di prevenzione e bonifica”. “Le varie ipotesi sono al vaglio del Provveditore regionale Luigino Pagano ed è stato avvertito il viceministro Enrico Costa – aggiunge Bruno Mellano, Garante regionale dei diritti dei detenuti -. Per fortuna al “Montalto” non c’è sovraffollamento e si potrà provvedere al trasferimento senza troppe difficoltà”.


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