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Albano Crocco, ucciso e decapitato: tre sospettati

GENOVA – Un omicidio premeditato e compiuto con una violenza inaudita. Un colpo di fucile alla nuca, poi un colpo di machete per staccare la testa dal corpo e farla sparire. E’ accaduto martedì nei boschi sopra Chiavari. Lumarzo, piccolo paese in provincia di Genova, è sotto choc: un episodio così efferato non si ricorda.

E il paese che ha legato il suo nome a Frank Sinatra, qui nacque Natalina Garaventa, la mamma di ‘The voice’, diventa teatro di una storiaccia. In località Craviasco, in Valfontanabuona, martedì mattina è stato ucciso Albano Crocco, ex infermiere dell’ospedale San Martino di Genova, 68 anni, incensurato.

Ci sono tre sospettati, tra familiari e amici, persone che negli ultimi tempi avrebbero avuto con l’uomo violenti litigi, dicono fonti investigative. Ma in quella manciata di case arroccate sul monte, dove dimorano circa 30 persone, tutti descrivono la vittima come una persona che non aveva problemi con nessuno. E la sorella dice: “Non aveva nemici”.

La verità potrebbe essere un’altra, pensano i carabinieri. Così quella che doveva essere una passeggiata nei boschi alla ricerca di funghi si è trasformata per Crocco in una trappola. A poche centinaia di metri da casa, all’inizio di un sentiero che porta nel bosco da lui battuto solitamente per raccogliere porcini, ieri mattina l’ex infermiere è stato colpito da uno sparo alla nuca esploso da distanza ravvicinata con un fucile da caccia, poi il suo omicida lo ha decapitato usando una lama molto grande, forse un machete.

Il suo corpo è stato trascinato per un centinaio di metri, seminando portafogli e cellulare, poi l’assassino se ne sarebbe disfatto facendolo rotolare in un dirupo e facendo sparire la testa. Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Chiavari, coordinate dal pm Silvio Franz, si concentrano su tre sospettati nella cerchia di amici e parenti. Resta però il mistero della testa che ancora non è stata ritrovata.

Perché l’assassino l’ha fatta sparire? E’ stato un tentativo di nascondere le tracce che potessero fare risalire al killer o un messaggio per i familiari di Crocco? Le ricerche di Crocco sono scattate ieri sera, dopo l’allarme lanciato dalla moglie e dalla figlia che non vedendolo rientrare lo hanno cercato sul cellulare senza avere risposte. L’ex infermiere era un uomo meticoloso, abitudinario. Quando andava nei boschi tornava sempre allo stesso orario, mai un ritardo.

Quando il corpo è stato ritrovato, i soccorritori hanno pensato che la testa si potesse essere staccata durante la caduta nel dirupo, poi l’intervento del medico legale, la scoperta sul collo di ferite da pallini e successivamente l’analisi della decapitazione e la scoperta dell’uso di una lama. In paese chi lo conosceva dice che l’ex infermiere, amante della caccia, dei funghi e delle bocce, era un uomo tranquillo, che non aveva nemici. Non la pensava così il suo assassino.


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