Cronaca Italia

Albano Crocco ucciso, le foto del nipote col machete nei boschi di Lumarzo

Albano Crocco ucciso, le foto del nipote col machete nei boschi di Lumarzo

Albano Crocco ucciso, le foto del nipote col machete nei boschi di Lumarzo

GENOVA – Claudio Borgarelli che gira con un machete legato alla vita nei boschi di Lumarzo, gli stessi boschi in cui lo zio Albano Crocco è stato ucciso e decapitato proprio con un machete. Queste le foto acquisite dai carabinieri di Genova durante le indagini sulla morte di Crocco, di cui Borgarelli è uno dei sospettati. Foto non molto recenti ma che testimonierebbero come il nipote di Crocco fosse solito aggirarsi per i boschi vicino la sua casa di Craviasco armato di machete.

Marco Fagandini sul Secolo XIX scrive che le foto non sono recenti, ma gli investigatori le hanno ritenute utili e acquisite ora che l’uomo è l’unico indagato per il brutale omicidio dello zio Albano Crocco. Borgarelli continua a proclamare la sua innocenza e ha lasciato che il machete, i coltelli e le armi trovate in casa sua venissero sequestrate rimanendo calmo:

“E pure nei giorni scorsi, quando i militari setacciavano l’area con i cani arrivati per il ritrovamento di tracce organiche e cadaveri, lui è stato visto girare nella boscaglia, per fare legna. Senza, apparentemente, prestare attenzione a quel che accadeva. Proprio su quei vestiti, sui coltelli, il machete e gli altri attrezzi a lama sequestrati a Borgarelli, così come sul suo revolver e su altri campioni e reperti, ieri sono iniziati i lavori del Ris di Parma. Alle operazioni hanno presenziato il perito nominato dalla figlia della vittima, il medico legale Marco Salvi, e quello scelto invece dall’indagato Borgarelli, cioè il medico legale Lucrezia Mazzarella.

Si punta a esaminare quel che è stato prelevato durante l’autopsia e ad analizzare le tracce organiche trovate sul corpo di Crocco e riconducibili a un altro soggetto, così come alcune impronte. Il tutto sarà confrontato con il profilo genetico dell’indagato. Si tratta però di esami che potrebbero richiedere tempo. Mentre c’è la speranza che i dettagli relativi allo stub, l’esame che determina se una persona abbia sparato, arrivino prima”.

Intanto dalle indagini emergono nuovi attriti e rancori tra zio e nipote. Borgarelli avrebbe accusato Albano Crocco di aver ucciso il suo cane con una polpetta avvelenata, dichiarandosi pronto a vendicarsi:

“i carabinieri di Chiavari hanno controllato nei giorni scorsi anche una decina di ecoballe, accumuli pressati di rifiuti, all’interno della discarica di Tribogna. Oltre al machete e all’arma da fuoco con cui sono stati sparati su Crocco i pallini da caccia, non è stata ancora ritrovata la testa del sessantottenne. Una delle ipotesi è che l’assassino l’abbia gettata in un cassonetto. Ecco perché quel controllo, negativo”.

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