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Alberto Stasi con questa mossa non risarcirà i Poggi

ROMA – Alberto Stasi ha rinunciato all’eredità lasciata dal padre, morto mesi fa: è con questa mossa che eviterà di risarcire i Poggi, come invece ordinato dai giudici.  Come riferisce Il Giorno, Stasi così risulta nullatenente e legalmente incapace, condizione dovuta alla sua condanna superiore a cinque anni. Una rinuncia che il legale dei Poggi, Gian Luigi Tizzoni, guarda con sospetto: “Il tribunale valuterà la legittimità del comportamento. Ci attendiamo che la sentenza venga rispettata e che Stasi provveda a risarcire i familiari di Chiara. Non è una questione di denaro, solo di giustizia. Quella giustizia che ha riconosciuto il loro diritto a un risarcimento”.

Stasi è dato condannato a versare un milione di euro ai Poggi e a pagare le spese sostenute dalla famiglia della fidanzata morta.

Ma in cosa consiste l’eredità che Nicola Stasi avrebbe lasciato al figlio? Lo spiega Fabio Abati del Fatto Quotidiano:

“un negozio avviato di autoricambi, dei beni immobili (tra i quali una casa al mare) e diverse altre proprietà, senza contare denari e conti correnti. “Per un totale non di milioni – dice l’avvocato Tizzoni – ma comunque per diverse centinaia di migliaia di euro, come il mio studio ha potuto verificare leggendo gli atti notarili relativi all’eredità; che tra l’altro non presentava debiti – continua il legale dei Poggi – per cui è anomalo che anche dopo un inventario non si sia proceduto a formale accettazione”.

Per la famiglia della vittima però c’è sempre l’ultima ratio. Spiega ancora l’avvocato al Fatto che i Poggi potrebbero

“accedere al fondo che a fronte di una direttiva della Corte europea si è istituito anche in Italia, e che prevede possano accedervi i famigliari delle vittime di efferati omicidi commessi da nullatenenti”. Tizzoni spiega che il nostro Paese in realtà è per metà inadempiente perché il fondo esiste ma lo Stato ha deciso di metterlo a disposizione solo per le vittime di mafia o di terrorismo.

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  • Alberto Stasi, di spalle, in Corte d'Assise ascolta la condanna a 16 anni, il 17 dicembre 2014
  • Alberto Stasi (Foto Ansa)
  • Alberto Stasi (Foto LaPresse)
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  • I genitori di Chiara Poggi al termine della lettura dell sentenza della corte d'Assise d'Appello di Milano che ha condannato a 16 anni Alberto Stasi ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • I genitori di Chiara Poggi al termine della lettura dell sentenza della corte d'Assise d'Appello di Milano che ha condannato a 16 anni Alberto Stasi ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • I genitori di Chiara Poggi al termine della lettura dell sentenza della corte d'Assise d'Appello di Milano che ha condannato a 16 anni Alberto Stasi ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • Il padre di Chiara Poggi al termine della lettura della sentenza che condanna Alberto Stasi a 16 anni, Milano, 17 dicembre 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • Alberto Stasi lascia l'aula dopo la lettura della sentenza che lo ha condannato a 16 anni i Milano, 17 dicembre 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • Un momento della lettura della sentenza della corte d'Assise d'Appello di Milano che ha condannato a 16 anni Alberto Stasi nel processo d'appello bis per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco (Pavia), 17 dicembre 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
  • Alberto Stasi arriva al Tribunale di Milano per il processo bis (LaPresse)
  • Alberto Stasi arriva al Tribunale di Milano per il processo bis (LaPresse)
  • Alberto Stasi nel 2007 (LaPresse)
  • Alberto Stasi con la madre ai funerali di Chiara Poggi (LaPresse)
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