Cronaca Italia

Albignasego come Urss: co-housing nelle case popolari per affrontare l’emergenza

Albignasego come Urss: co-housing nelle case popolari per affrontare l'emergenza

Albignasego come Urss: co-housing nelle case popolari per affrontare l’emergenza

PADOVA – In Veneto per combattere l’emergenza abitativa si fa come ai tempi dell’Unione Sovietica. Lì la chiamavano Kommunalki, la coabitazione di estranei nello stesso appartamento, oggi si dice co-housing, che altro non è se non la traduzione in inglese del verbo co-abitare.

Le kommunalki (appartamenti in condivisione) comparvero in Russia dopo la Rivoluzione del 1917, quando tutte le case furono statalizzate. Nel disastroso periodo degli anni Venti masse di contadini approdarono nelle grandi città e ai nuovi arrivati che trovavano impiego in una fabbrica o in un ente statale veniva assegnato un alloggio. Così intellettuali e contadini, cuoche e professori universitari, finirono a vivere tutti sotto lo stesso tetto. Anche perché l’ideologia ugualitaria del comunismo non ammetteva distinzioni di classe.

Ad Albignasego, in provincia di Padova, avverrà grosso modo la stessa cosa. Le case popolari non bastano per tutti e così l’assessore all’Ater, Valentina Luise, si dice convinta che il co-housing sia un giusto compromesso. In pratica, osserva Il Gazzettino, a due single residenti in difficoltà economiche viene chiesto di condividere lo stesso appartamento il cui canone d’affitto viene coperto (in parte) dal Comune.

San raffaele

Il primo esperimento partirà a fine luglio, in un bilocale di San Giacomo, dove già adesso risiede un sessantenne. Con lui andrà ad abitare un trentenne disoccupato. “Non che la cosa mi entusiasmi più di tanto”, afferma il più anziano. Ma per l’assessore Luise è un’opportunità: “I due inquilini condivideranno le spese; si tratta di un particolare di non poco conto, soprattutto in un contesto di crisi come l’attuale. E poi guardiamo l’altra faccia della medaglia: sono due persone sole, potranno farsi compagnia”.

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