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Alessandro Catena carabiniere ferito: “Ho detto butta la pistola e…”

ROMA – E’ stato sottoposto a un intervento chirurgico Alessandro Catena, il maresciallo dei carabinieri 38enne ferito nel corso di un conflitto a fuoco durante una rapina in farmacia a Fidene, periferia di Roma. I medici dell’Umberto I avrebbero estratto tempestivamente diversi frammenti di cui uno insidioso a pochi millimetri dalla femorale. Il militare rimane ricoverato in prognosi riservata, ma ci sarebbe un cauto ottimismo sulle sue condizioni. E lui ha raccontato come è andata: “Gli ho detto: butta la pistola ma ha reagito ed è stato l’inferno“.

Racconta Paola Vuolo sul Messaggero:

E ai colleghi dell’Arma racconta l’inferno che ha appena vissuto: «Ho detto al rapinatore di arrendersi mentre gli puntavo la pistola alla nuca. Lui però continuava a minacciare il farmacista con la pistola dritta alla fronte. Gli ho urlato di gettare via la pistola, ma lui ha reagito, ed è stato un inferno. Sono vivo per miracolo, mentre ero a terra ferito e ho pregato Sant’Antonio. Ho sparato anch’io, dovevo fermare il rapinatore, nella farmacia c’erano altre persone oltre al dottore ho visto, una madre con un bimbo di pochi mesi, un signore anziano e altre due donne, eravamo tutti in pericolo».

I SOSPETTI
Il maresciallo Catena ieri mattina era di pattuglia con la collega della stazione di Fidene Maria Cristina Cardinale, 28 anni, che proviene dall’esercito. Insieme hanno visto il rapinatore parcheggiare il vecchio Burgman sul marciapiede di via Radicofani ed entrare con il casco in farmacia. «Un particolare che ci ha insospettiti – ha raccontato – il maresciallo ha deciso di entrare anche lui per controllare. Io sono rimasta fuori, sono scesa dall’auto e mi sono avvicinata allo scooter. Ho subito notato che aveva due targhe, una sovrapposta all’altra ed erano tenute da un elastico. Ho capito che l’uomo con il casco era un rapinatore, ho fatto irruzione nella farmacia e davvero ho visto la morte in faccia. Il mio collega era a terra ferito gravemente, anche il bandito sanguinava e si nascondeva dietro l’espositore dei trucchi. Ho capito che dovevo sparare anch’io per costringere il rapinatore ad arrendersi. Solo a questo punto l’uomo ha lanciato la pistola sul pavimento. L’ho allontanata con il piede e ho tenuto il bandito fermo sotto il tiro della pistola fino all’arrivo dei colleghi». Il rapinatore Giovanni Castorina è ricoverato al Sant’Andrea


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