Cronaca Italia

Alessandro Popeo, per l’autopsia “non uccise l’ex moglie per errore”

Alessandro Popeo (foto Facebook)

Alessandro Popeo (foto Facebook)

ROMA – “Non è stato un errore”: secondo i primi risultati dell’autopsia (riportati dal Messaggero) la guardia giurata di Tor Bella Monaca Alessandro Popeo non uccise l’ex moglie per errore.

La guardia giurata dopo la sparo disse agli agenti che il colpo che uccise l’ex moglie Natascia mentre erano a casa di lei partì per errore.

L’articolo del Messaggero:

L’autopsia quindi potrebbe rivelarsi un’eventuale conferma in più per il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto procuratore Paolo Ielo che qualche giorno fa hanno iscritto la guardia giurata nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario. L’esame, visto il caso particolarmente delicato, è stato eseguito dal direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata, il professore Giovanni Arcudi, che ieri ha consegnato le prime conclusioni a Piazzale Clodio. Intanto l’esame autoptico, su disposizione dei magistrati, dovrà essere approfondito alla luce della perizia balistica.
LE CONTRADDIZIONI
Alessandro Popeo subito dopo l’esplosione del colpo aveva urlato per strada che si era trattato di un terribile incidente. «Stavamo in cucina e stavo mettendo via la pistola, per metterla al sicuro, quando è partito un proiettile. Credetemi, aiutatemi, non l’ho fatto di proposito», ha detto persino alla madre della vittima che aveva sentito il colpo dal portone mentre rientrava in casa. Una versione che sin dalle prime battute delle indagini non ha convinto gli inquirenti. La pistola di servizio del vigilantes, una semiautimatica, dispone di due blocchi di sicurezza e se il colpo non fosse stato già in canna e il grilletto sfiorato il colpo non sarebbe potuto partire.
A Tor Bella Monaca intanto gli abitanti stanno organizzando una fiaccolata in memoria di Natascia. «Ha lasciato una bimba di due anni. E’ stata uccisa a 27 anni. Per noi comunque vadano le cose è una vittima di femminicidio» ricordano in via San Giovanni Platani, mille anime in una strada, dove la giovane abitava in un alloggio popolare con la madre e le sorelle. Al bar Aurora hanno avviato anche una colletta per aiutare la famiglia ad affrontare le spese del funerale.
La madre di Natascia, Rita Meatta, nel frattempo è rimasta pure senza una casa (visto che il suo appartamento è tuttora sotto sequestro giudiziario). Lei e il resto della famiglia, senza neanche i vestiti, hanno dovuto chiedere aiuto a parenti e vicini. Nessuna istituzione per ora si è mobilitata.
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