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Alessandro Popeo uccise la ex: condanna a 5 anni, scarcerato

ROMA – Omicidio colposo, e non volontario, e una condanna a 5 anni. Nonché l’immediata scarcerazione. E’ la sentenza per Alessandro Popeo, la guardia giurata che nel settembre del 2014 uccise l’ex moglie Natascia Meatta con un colpo esploso dalla sua pistola d’ordinanza. La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d’assise di Roma, i cui giudici hanno assolto l’uomo dal reato di cessione di sostanze stupefacenti con la formula ‘per non aver commesso il fatto’; ordinata l‘immediata scarcerazione dell’uomo. Popeo dovrà risarcire il danno alla figlia, in separata sede; i giudici hanno comunque disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 50 mila euro. Il fatto avvenne in un’abitazione del quartiere Casilino; a uccidere la donna fu un colpo esploso dalla pistola d’ordinanza della guardia giurata che, fin da subito, parlò di colpo partito in modo accidentale (disse che aveva appoggiato l’arma su una mensola).

Popeo e la vittima si erano separati da alcuni mesi, ma si vedevano perché avevano a cuore il bene della loro figlia. E proprio davanti alla bambina di due anni si svolse il fatto per il quale è stato processo. La scorsa udienza, il pm Paolo Ielo, a conclusione della sua requisitoria, chiese la condanna dell’imputato a sedici anni di reclusione per omicidio volontario, più un anno e mezzo per la cessione di sostanze stupefacenti. Convinzione della pubblica accusa era che l’omicidio avesse avuto natura passionale. Alla lettura della sentenza, i parenti della vittima hanno gridato la loro insoddisfazione, mentre Popeo si è messo a piangere.


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