Blitz quotidiano
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Amanda Knox assolta da accuse calunnia a polizia Perugia

Amanda Knox accusò la polizia di averla forzata ad incolpare Patrick Lumumba dell'omicidio di Meredith Kercher e fu a sua volta accusata di calunnia

PERUGIA – Amanda Knox è stata assolta dalle accuse di calunnia nei confronti degli agenti della squadra mobile di Perugia che indagavano sulla morte di Meredith Kercher. La Knox aveva accusato gli agenti di averla forzata a dire che era stata nella casa dell’omicidio insieme a Patrick Lumumba, l’uomo prima accusato dell’omicidio di Meredith e poi scoperto del tutto estraneo ai fatti. Il 14 gennaio il tribunale di Firenze ha assolto la Knox con formula piena.

Tutto inizia durante le indagini sull’omicidio brutale di Meredith Kercher, coinquilina della giovane americana. La Knox viene fermata dagli agenti della squadra mobile di Perugia e durante l’interrogatorio punta il dito contro Lumumba, poi rivelatosi estraneo ai fatti. La giovane americana dichiarò quindi di aver fatto il nome di Lumumba perché incalzata e maltrattata dagli agenti che la interrogavano, una dichiarazione che fu classificata come calunnia e che le costò la denuncia.

Il procedimento nei confronti della Knox è stato avviato dalla procura di Perugia, ma poi è stato trasferito al tribunale di Firenze, in quanto tra le persone offese dal presunto reato ci sarebbe stato anche il pm Giuliano Mignini titolare dell’indagine sull’omicidio Kercher. Per la Knox il pm del capoluogo toscano aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi di reclusione. I suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga, Carlo Dalla Vedova e Tommaso Ducci ne avevano invece sollecitato l’assoluzione. Richiesta accolta dal tribunale. Con i suoi legali la Knox, da tempo tornata negli Usa, si è detta “molto soddisfatta e contenta per l’assoluzione”.

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