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Amanda Knox, ricorso: “Italia ha violato diritti di difesa”

ROMA – La Corte europea dei diritti umani ha accolto il ricorso contro l’Italia presentato da Amanda Knox, arrestata e poi prosciolta dalla Cassazione dall’accusa di aver partecipato all’uccisione della studentessa inglese Meredith KercherLa Corte di Strasburgo ha ritenuto valido il dossier presentato dai legali della Knox il 24 novembre 2013 e ha comunicato il ricorso al governo italiano affinché possa difendersi dalle accuse della giovane di Seattle.

Amanda Knox sostiene che il suo diritto a un equo processo è stato violato perché “non è stata informata in tempi brevi in una lingua a lei comprensibile della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico”. Inoltre afferma di non essere stata assistita né da un legale né da un interprete professionale e indipendente durante gli interrogatori del 6 novembre 2007. A fare le funzioni di mediatore, sarebbe stato un agente di polizia “suggerendo così delle ipotesi su come si erano svolti i fatti” è la versione dell’americana. Ma Amanda Knox denuncia l’Italia anche per maltrattamenti. Afferma di aver ricevuto degli “scappellotti” alla testae, ritenendoli un trattamento inumano e degradante, invoca la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani.

Ora spetta al governo italiano fornire alla Corte le prove per discolparsi dalle accuse di Knox. Tuttavia, la Corte chiede che la giovane di Seattle dimostri di aver già fatto ricorso ai tribunali italiani per le violazioni che afferma aver subito.

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  • Amanda Knox processo iniquo. Strasburgo, Italia sotto accusa
  • Raffaele Sollecito
  • Meredith Kercher
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