Cronaca Italia

Ambulanti, balneari, tassisti: diritto (a vita) da roba pubblica occupata per primi

Ambulanti, balneari, tassisti: diritto (a vita) da roba pubblica occupata per primi

Ambulanti, balneari, tassisti: diritto (a vita) da roba pubblica occupata per primi

ROMA – Ambulanti, in corso numerosa e convinta manifestazione nazionale “contro Bolkenstein”, che non è parente di Frankenstein ma nell’immaginario dei manifestanti poco o nulla ci manca. Manifestazione nazionale a Roma ed è il 15 di marzo, tra otto giorni Roma e le altre città saranno piazza e teatro del secondo sciopero “duro” dei tassisti contro Uber e gli Ncc (Noleggio senza conducente). Con gli ambulanti in piazza e al fianco dei tassisti sempre i balneari, che non sono o almeno non sono soprattutto i lavoratori degli stabilimenti balneari (quando ci sono sono stagionali o decisamente a nero). I balneari sono soprattutto i gestori e proprietari degli stabilimenti balneari.

Ambulanti, balneari e tassisti sono esasperati e furenti. Denunciano “espropri” ai loro danni. Dichiarano di difendere il pane. Di proteggere la loro attività e sopravvivenza. Sono certi di avere un diritto in nome del quale ogni barricata è non solo lecita ma addirittura sacrosanta. Il diritto di conservare per se stessi la roba pubblica che hanno occupato per primi.

I balneari al tempo sono stati i più svegli, veloci e abili a piantare assi di legno e sudore della fronte sulle spiagge italiane. In decenni hanno fatto diventare assi e sudore aziende e hanno fatto diventare di loro proprietà di fatto le spiagge una volta italiane. Gli italiani, se vogliono andarci in  spiaggia, ci devono andare a modo e tariffa che decidono i balneari. E, soprattutto, che nessun altro, italiano o straniero che sia, si metta in testa di far concorrenza ai balneari. Le spiagge se le sono prese, le hanno tirate su con il lavoro e con il rischio e investendoci soldi. Quindi sono roba loro, oggi. Una volta erano roba pubblica. Ma i balneari sono stati i più svelti e abili. E qui fondano il loro diritto che reclamano in piazza e in Parlamento.

Non accettano diminuzioni, lesioni al diritto di chi ha occupato per primo. Lo vogliono integrale e a vita. Non gli basta, non sanno che farsene di una proroga delle concessioni di cinque o dieci anni. E neanche di risarcimenti se perdessero la gara per le nuove concessioni. Non vogliono proroghe, gare, risarcimenti. Dicono che la concessione è roba loro per diritto di…occupazione.

Stessa, identica musica per gli ambulanti. Non interessa loro la proroga delle autorizzazioni fin o al 2.020 (l’ultima di un rosario intero di proroghe). Men che mai interessa loro essere messi in condizione di partecipare in condizioni di vantaggio alle gare per le nuove autorizzazioni. Considerano l’idea stessa di una possibile concorrenza di altri al loro mestiere e alla loro attività una bestemmia, un furto, un esproprio. Al tempo furono i più svelti e audaci a prendersi mercati, piazze, marciapiedi. Non vogliono spartire, considerano ormai loro la roba che quando la presero era pubblica.

Note un po’ diversa ma stessa melodia ideologica nel caso dei tassisti. Al tempo presero un servizio pubblico e ne fecero un monopolio. Neanche ricco come quello dei balneari (che pagano canoni di affitto annuali allo Stato per i litorali semplicemente ridicoli). Ma un monopolio sì. Tanto vero che la licenza per guidare un taxi ha un valore di mercato intorno ai 150 mila euro. Se vuoi fare il tassista devi comprare una licenza a 150 mila circa. Da chi la compri? Da un altro tassista. Ai tassisti non interessa essere risarciti per la perdita di valore della licenza se apri il trasporto urbano alla concorrenza. Si sentono più sicuri e garantiti se non c’è concorrenza, chiamano la legge a vietare la concorrenza.

Non senza un qualche legame di causa-effetto tra le proteste di queste categorie la legge che dovrebbe introdurre e regolare la concorrenza in Italia è ferma in Parlamento da un decennio o giù di lì. Anzi, diciamola tutta: le categorie più forti di balneari, ambulanti e tassisti, ad esempio farmacisti e avvocati e notai e tante altre ancora, si sono già fatte depennare, esentare dal rischio della concorrenza. A rischio, molto relativo, sono rimasti in pochi e non i più forti.

Ma vincono regolarmente la loro battaglia contro la concorrenza e vinceranno anche stavolta. Perché da noi la parola, la formula “liberalizzare un’attività” è in massa percepita come minaccia e non come promessa. Nella società italiane le attività economiche liberalizzate sono vissute come pericolo e attentato. E la politica fa da sponda: la destra italiana è storicamente una delle poche destre al mondo che non liberalizza nulla, la sinistra italiana nel migliore dei casi fa ostruzionismo, nel più frequente dei casi identifica liberalizzazione con sfruttamento e rovina. il centro politico da che Italia è Italia va dove vanno le lobby di interesse, anzi dove le lobby di interessi mandano i voti.

Balneari, ambulanti, tassisti e altri con loro rivendicano un diritto che dovrebbe apparire al resto della società urticante e intollerabile. Che diritto è mai quello di vedersi garantito a vita il pezzo di roba pubblica che hai occupato? Che diritto è mai quello che si fonda sulla limitazione, sulla sottrazione di quote del diritto pubblico. L’idea che qualcuno voglia tenersi a vista il posto pubblico su cui ha messo per primo il cappello, che sia giusto diritto rifiutare gare, concorsi, concorrenza, risarcimenti, qualunque cosa che non sia il “l’ho preso e me lo tengo” dovrebbe indispettire e turbare la pubblica opinione.

Invece la pubblica opinione italiana al massimo fa una piega di disagio. Ma in fondo è solidale. Solidale con il principio e il valore secondo il quale la roba pubblica è di nessuno e il primo che se la piglia ne diventa il padrone e l’erede. Se poi sulla roba pubblica che ha occupato lo sveglio occupante ci ha sopra anche messo lavoro e denaro, allora la presa di possesso diventa sacrosanta e il diritto a tenersi la roba pubblica diventa doppio. Sta lì da tanti anni e ci ha messo del suo. Era roba pubblica…era.

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