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Amedeo Mancini: “Li ho insultati”. Funerale Emmanuel Chidi Namdi FOTO

FERMO – Nel giorno dei funerali di Emmanuel Chidi Namdi, parla Amedeo Mancini, l’ultras accusato di aver ucciso il nigeriano a Fermo. Proprio durante i funerali Chinyere, la compagna di Emmanuel, è svenuta durante la cerimonia funebre. La donna si è sentita male proprio mentre in Chiesa ci si scambiava il segno della pace. E’ stata dunque soccorsa e trasportata fuori dal duomo

Le parole di Mancini sono riportate su Repubblica:

«Sì, li ho insultati perché erano di colore ma pensavano stessero rubando una macchina. Sono fascista? Non sono politicizzato, sono un po’ di destra, un po’ di sinistra, ma i fascisti hanno fatto delle cose buone come le bonifiche. Non volevo ammazzarlo, ma è lui, con l’amico e la moglie che è venuto contro di me. Io ho solo reagito».

Nella sua ricostruzione Mancini ha spiegato però che dopo l’insulto sono passati alcuni minuti, da tre a cinque, quando i nigeriani si sono fatti sotto. Sostiene fossero in tre e lo hanno affrontato con il segnale stradale in mano. Emmanuel lo ha colpito, lui è caduto e poi ha reagito. «Lascia perdere c’è una donna, non reagire, c’è una donna» gli avrebbe urlato l’amico che era con lui, A.F., secondo la ricostruzione di una seconda testimone. E invece Mancini raggiungeva l’uomo di colore e lo colpiva con il pugno letale.

C’è poi anche un secondo particolare: secondo un altro testimone, e anche in parte secondo quanto ha raccontato Mancini, la prima a reagire sarebbe stata Chinyery che, ascoltato l’insulto, avrebbe raggiunto Mancini colpendolo con una scarpa. L’uomo avrebbe reagito stratto-nandola. E poi è arrivato Emmanuel.

Anche l’aggressore di Emmanuel Chidi Namdi “è una vittima e se qualcuno lo avesse aiutato a controllare la sua istintività, la sua aggressività avrebbe fatto bene”. Lo ha detto monsignor Vinicio Albanesi parlando di Amedeo Mancini, il 39enne ultrà fermato per omicidio preterintenzionale. Ai giornalisti, che al suo arrivo al duomo di Fermo per il funerale del giovane nigeriano, che gli hanno chiesto se intendesse perdonare Mancini, “noi perdoniamo tutti – ha risposto – noi accogliamo tutti”.

“Che cosa penso io? Io penso che bisognerebbe cambiare la testa degli italiani a partire dai politici. In fin dei conti ad un ministro della Repubblica hanno detto le stesse cose che hanno detto a quella ragazza”. A parlare è un uomo anziano che si è recato a rendere omaggio alla salma di Emmanuel Chidi Nnamdi, trasportata fuori dalla camera mortuaria e diretta verso il duomo di Fermo per i funerali. L’uomo, affiancato da una coetanea ucraina, è un fermano qualunque, “non conosco nessuno della comunità di Capodarco né del seminario”. In un’altra parte della città, invece, sembra prevalere un atteggiamento che tende a giustificare Amedeo Mancini il 39enne fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale con aggravante razzista per la morte del migrante nigeriano. “In fin dei conti – dice un uomo sotto i portici di Piazza del Popolo – è stata una giornata andata storta per tutti e due”, per Mancini e per Nnamdi.

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