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Ammiraglio De Giorgi, addio: “Interessi occulti contro futuro Marina”

ROMA – “La navigazione non è stata sempre calma, ma gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi, soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. Sono parole pesanti quelle che l’ammiraglio di squadra De Giorgi, pronuncia nel discorso ufficiale con cui si congeda da Capo di Stato Maggiore della Marina, andando in pensione dopo oltre 40 anni di servizio nella forza armata.

Parole dette alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del ministro dell’Interno Angelino Alfano e delle altre massime autorità militari e dei servizi di intelligence del Paese, oltre che di numerose autorità civili e ovviamente di molti tra ufficiali, sottufficiali, graduati e marinai che affollavano la piazza d’onore del Ministero della Marina.

De Giorgi è stato coinvolto nell’inchiesta della procura di Potenza sul petrolio. De Giorgi ha quindi sottolineato il “sostegno morale” che gli è venuto in questi mesi dalla forza armata ed ha espresso “gratitudine” per il “supporto morale del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio Renzi che ha avuto il coraggio di difendere pubblicamente la mia reputazione, all’apice della tempesta, quando altri hanno preferito defilarsi”.

L’ammiraglio Girardelli, 61 anni tra un mese, resterà in carica due anni. Anche lui ha riconosciuto al governo un’attenzione che trova «tangibile segno nel programma di rinnovamento della linea delle Fregate, nel programma di sostituzione delle linee più obsolete, nell’ammodernamento delle linee subacquee e di quelle elicotteristiche, nel mantenimento e rinnovo di quelle aree (con i futuri F35-B, ndr), negli interventi per ripristinare l’efficienza lavorativa degli arsenali e degli stabilimenti e in altri molteplici settori». Ma qui sta la differenza con le parole di De Giorgi, la cui eredità sarà inevitabilmente diluita in molti anni: «Non va sottaciuto – ha aggiunto Girardelli – che gli auspici sono superiori alle aspettative, che le aspettative sono superiori alle concrete possibilità e percorribilità nell’attuale contesto nazionale» e perciò con «pragmatismo e umiltà» ci si riuscirà, ma «in un’ottica di risultato di medio-lungo termine».

Analogo il concetto espresso dal ministro Pinotti: «I tempi per implementare e mantenere uno strumento navale costituito da unità moderne ed efficienti sono necessariamente lunghi e in particolare l’impostazione, la realizzazione e il periodo di impiego operativo di nuove navi non possono che essere previsti in una prospettiva temporale di diversi decenni». Un tema che riguarda più in generale gli investimenti in tutte le Forze armate, che hanno bisogno di certezze a lungo termine, che «richiedono una cultura della Difesa profondamente condivisa in tutte le componenti della classe politica e dell’opinione pubblica», «al di sopra di slogan approssimativi e strumentalizzazioni di parte». Dopo la cerimonia il ministro ha rivendicato gli investimenti per la Marina: «La flotta stava subendo l’invecchiamento, c’era bisogno di un programma di rinnovamento e il governo lo ha sostenuto».

Dunque De Giorgi ora dovrà occuparsi dell’inchiesta di Potenza. Al termine del suo discorso, la banda ha accennato al «Nessun dorma» dalla Turandot di Giacomo Puccini perché l’ammiraglio è convinto che, dopo la notte giudiziaria, all’alba sarà lui il vincitore. Girardelli, invece, è di carattere opposto: chi lo conosce lo descrive come un ufficiale di assoluto rigore e che ama agire in silenzio. Lui stesso, nel suo discorso, ha sottolineato l’autorevolezza a discapito dell’autoritarismo, un’autorevolezza che è anche «contraddistinta dal silenzio, dalla riflessione, dalla mancanza di clamori». Probabilmente nei prossimi due anni ci saranno meno bande e più silenziose decisioni che potranno fare rumore dentro la Marina.

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