Cronaca Italia

Amore sotto telecamere, botte a passante, la polizia…

Amore sotto le telecamere, botte a passante, la polizia...

Se volete fare l’amore in luogo pubblico, non fatelo sotto oggetti come questi, specie de poi volete picchiare chi vi disturba

PADOVA – Non è stata la passione politica ma la passione e basta a far finire Enrico Griggio, 28 anni e Francesca Calore di 25 sul banco degli imputati per atti osceni in luogo pubblico, minacce aggravate (lei) e lesioni (lei).

Era la notte di San Valentino 2015 e i due innamorati, militanti del collettivo politico Gramigna, facevano l’amore davanti al Cortile antico del Bo, a Padova e lo facevano in un modo tanto estremo da suscitare le proteste di un passante che poi ha chiamato la polizia dopo che Enrico Griggio lo aveva centrato con un paio di pugni.

Il seguito è riferito nei dettagli dal Mattino di Padova:

“Erano all’incirca le due della notte a cavallo di San Valentino. I due amanti, non curanti delle decine di telecamere che riprendono e registrano, si sono appartati sotto i portici proprio davanti all’ingresso dell’Università. Aggrappati al cancello in ferro battuto hanno dato libero sfogo a tutta la loro passione. Poco dopo, sotto allo stesso porticato, è passata un’altra coppia: lui, un padovano di 32 anni, si è fermato di fronte ai due avvinghiati e li ha criticati apertamente: «Ma vi sembra il luogo in cui fare certe cose? Non potete andare altrove?».

Ha avuto appena il tempo di finire la frase. L’amante si è rialzato i pantaloni e si è avventato come una furia sul signore che lo stava criticando. Gli ha sferrato un colpo in faccia e uno sullo stomaco. Ha preso per mano la sua partner ed è fuggito di corsa. Il trentaduenne ferito (prognosi 10 giorni) ha telefonato prima al 118, poi al 113.

La polizia ha esaminato i filmati ripresi dalle telecamere. Preziose sono state anche le indicazioni fornite sull’aspetto fisico dei due, corrisposte poi con i due individuati dagli investigatori della Questura. Ora ci sarà il processo”.

 Il gip ha accolto le richieste del pubblico ministero Roberto Piccione e Enrico Griggio e Francesca Calore sono stati rinviati a giudizio per atti osceni in luogo pubblico, minacce aggravate (lei) e lesioni (lei).
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