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Andrea Busca morto: travolto da una barca in Corsica mentre pescava in apnea

AJACCIO – Andrea Busca è l’imprenditore di Torino che è stato travolto e ucciso da una barca mentre era in vacanza in Corsica. L’imprenditore, un esperto subacqueo che aveva fondato Universo bimbo, stava facendo pesca in apnea e aveva segnalato la sua presenza in acqua nel golfo di Santa Manza, nel comune di Bonifacio, con il palloncino. Il gommone perà lo ha travolto e ha dato subito l’allarme, prestando i primi soccorsi, ma per Andrea Busca non c’è stato nulla da fare: l’emorragia era troppo grave e l’imprenditore è arrivato in ospedale già morto.

Jacopo Ricca su Repubblica scrive che Andrea Busca era un sub esperto e faceva parte della società sportiva Agonismo Sub Torino:

“Gli inquirenti francesi stanno cercando di chiarire le dimensioni della piccola barca, o gommone di grandi dimensioni che l’ha travolto. L’incidente è avvenuto alle 16.30 di venerdì quando Busca era in immersione per pescare, la sua posizione era segnalata dal palloncino notato anche da diversi testimoni dell’incidente, ma a pochi metri c’era anche il suo gommone con la bandierina che segnalava la presenza di un sub nelle vicinanze. Dopo lo scontro l’imprenditore è stato tirato a bordo dagli stessi proprietari del gommone che l’ha colpito, ma era già in arresto cardiaco e aveva un’emorragia all’arteria femorale; tanto che, quando è arrivato con l’elisoccorso all’ospedale di Bonifacio, era già morto.

L’uomo era in vacanza in Corsica, dove la famiglia ha una villa, con un amico; i genitori si sono subito recati in Corsica per seguire le indagini, la prima volontà sembra sia quella di dargli sepoltura nell’isola. “Doveva raggiungerci in Sicilia per continuare a fare pesca subacquea qui – racconta Mimmo Blanda, ex commissario tecnico della nazionale di sub e dirigente della Agonismo Sub Torino – Andrea era un ottimo atleta e non una persona imprudente. Proprio la sera prima dell’incidente mi aveva chiamato per raccontarmi che si era dovuto spostare dalle sue solite zone perché c’erano troppe barche ed era pericoloso. Non è bastato però, la regola che ci impone di stare a più di 300 metri da riva per non dare problemi ai bagnanti è assurda e ci fa rischiare la vita perché siamo costretti a stare sulle rotte delle barche che spesso non ci notano nonostante tutte le segnalazioni”. Busca, che lascia una compagna, era figlio del noto chirurgo estetico torinese Gian Paolo, mentre la madre era una delle eredi della famiglia Giraudi”.


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