Cronaca Italia

Andrea Dorcich ucciso a Treviso: caccia ai killer dalle tracce dei cellulari

Andrea Dorcich ucciso a Treviso: caccia ai killer dalle tracce dei cellulari

TREVISO – Il corpo senza vita di Andrea Dorcich, 33 anni, è stato trovato a Treviso con un violento trauma cranico alla testa. Da subito il medico legale ha dichiarato che la morte di Dorcich è un omicidio e ora gli agenti dei carabinieri che indagano sul caso. Gli investigatori ora stanno analizzando le celle telefoniche della zona in cui è stato rinvenuto il cadavere, nella speranza di trovare una traccia del killer e ricostruire il suo percorso.

A trovare il corpo di Andrea è stato un senzatetto ai piedi di un edificio nella zona di Silea. L’uomo ha raggiunto il bar più vicino e ha dato l’allarme alle forze dell’ordine. Gli investigatori hanno così acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona, nel tentativo di ricostruire gli ultimi attimi di vita di Andrea Dorcich.

Per il medico legale, che ha eseguito l’autopsia sul corpo del giovane, la causa della morte è stata un colpo alla nuca con un oggetto contundente. Proprio questo particolare ha indirizzato gli agenti ad indagare per omicidio, escludendo l’ipotesi del suicidio o di un incidente. Scrive il quotidiano La Tribuna di Treviso:

“Sul luogo del ritrovamento del cadavere non erano poi state trovate tracce di sangue perché questo era tutto contenuto nel cappuccio della giacca. Particolare che fa escludere che Andrea sia stato ucciso da qualche altra parte e poi portato in Alzaia già cadavere. Di certo c’è che il decesso, a fronte degli ulteriori risultati dell’autopsia, sarebbe sopraggiunto poche ore prima del ritrovamento del cadavere. E quindi gli investigatori si stanno interrogando su cosa possa aver fatto Andrea nei cinque giorni precedenti, che posti abbia frequentato, che persone abbia visto.

Al momento c’è un muro di silenzio tra le persone che lo conoscevano: pochi, infatti, gli elementi raccolti. Fondamentali saranno le analisi sui video delle telecamere di sorveglianza installate non solo nell’area industriale di via Alzaia, ma di tutto il comune di Silea e dei luoghi che il 33enne era solito frequentare. La famiglia invece attende il rilascio del nullaosta da parte della Procura per fissare la data dei funerali”.

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