Blitz quotidiano
powered by aruba

Antinori disse a infermiera: “Se non ti opero esplode utero”

MILANO – “Se non ti opero ti esplode l’utero“. Così il ginecologo Severino Antinori, arrestato venerdì scorso perché accusato di aver rubato gli ovuli a un’infermiera spagnola, avrebbe convinto la giovane donna a sottoporsi all’intervento. E’ quanto si legge in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano, Giulio Fanales, che ha portato agli arresti domiciliari il ginecologo e che è stato diffuso dal Corriere.it.

Il giudice, nel ricostruire i fatti, spiega che la giovane vittima è una “spagnola di origine maghrebine residente in provincia di Malaga, diplomata come infermiera, all’epoca dei fatti disoccupata, dotata di un’assai limitata conoscenza della lingua italiana”.

Il prelievo coatto di ovuli sarebbe avvenuto il 5 aprile presso la clinica Matris, gestita da Antinori e da sempre famosa per essere riuscita a portare a termine gravidanze ritenute impossibili, ora sotto sequestro. La ragazza, un’infermiera spagnola di 23 anni, al tempo lavorava per Antinori. Il medico l’avrebbe prima convinta a sottoporsi a una visita ginecologica. Con la scusa di curarle una cistite ovarica, le avrebbe iniettato ormoni. Poi la avrebbe immobilizzata e sedata, prelevando contro la sua volontà 8 ovuli da fecondare e reimpiantare nel corpo di donne sterili.

Sempre secondo il giudice per le indagini preliminari, “l’impellente bisogno di reperire ovociti, idonei all’immediato impianto nell’utero delle clienti, nell’esclusiva ottica di massimizzazione del profitto, induceva Antinori e le sue collaboratrici a comportamenti spregiudicati”. Il ginecologo ora sotto accusa, “obnubilato dalla finalità di guadagno”, avrebbe agito “con indifferenza nei confronti della dignità e del corpo della donna”

Tali considerazioni si riferiscono anche alle “due segretarie, disposte a tutto pur di assecondare i desideri del datore di lavoro” e per le quali è stato disposto l’obbligo di dimora. Si tratta della 27enne Marilena Muzzolini e della 28enne Bruna Balduzzi. Le ragazze “impiegate come segretarie presso la clinica – scrive il gip – risultano a loro volta indagate per avere prestato ausilio all’Antinori nella costrizione al prelievo”.

 


PER SAPERNE DI PIU'