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Anziana ha infarto, figlia: Resti in ospedale, non la voglio

VENEZIA – La madre anziana ha avuto un infarto e la figlia non vuole che venga dimessa dall’ospedale di Piove di Sacco. “Non la voglio a casa mia”, ha detto la figlia che vive a Campagna Lupia parlando della madre malata di 84 anni. Il Comune di Piove di Sacco però ha accusato la figlia di “egoismo raro” e avvisato che la donna potrebbe essere denunciata per abbandono di familiare.

Alessandro Abbadir sul quotidiano La Nuova di Venezia e Mestre scrive che la figlia ha chiesto all’ospedale di non dimettere l’anziana madre perché lei e il marito non avrebbero i soldi per mantenerla:

“«Io e mio marito non possiamo accettare mia madre nella nostra abitazione a Campagna Lupia, perché non abbiamo soldi per poterla mantenere», spiega la donna, «Mia madre viveva da sola nella sua casa a Piove di Sacco ma non può più tornarci, perché è diroccata e infestata dai topi. Soldi per poterla mettere in una casa di riposo, non li abbiamo. Ci siamo rivolti ad un avvocato perché non vogliamo che mia madre venga dimessa dall’ospedale dove si trova e portata da noi. Ci pensi il Comune a lei».

L’ospedale di Piove di Sacco da giorni infatti tenta di dimettere l’anziana che non corre più pericolo di vita, ma non sapendo dove mandarla l’ha trattenuta, visto che rischia di finire in strada perché la figlia non la vuole. «La situazione», spiega l’asre ai Servizi Sociali del Comune di Piove di Sacco, Paola Ranzato, «è allucinante. Questi due coniugi che hanno una casa migliore e più accogliente di quella della madre , non la vogliono ospitare nemmeno temporaneamente. Oltre a ogni valutazione morale, che non mi compete, non si rendono conto che sono perseguibili. La legge prevede che è obbligo del familiare più vicino in linea parentale farsi carico di quello in difficoltà. In questo caso è dovere della figlia accudire la madre».

Il Comune di Piove è pronto ad aiutare la famiglia se in difficoltà economica. «Sosteniamo già quasi del tutto la retta della casa di riposo», dice l’asre, «per il marito della signora, 84 enne, che è il padre di D. L.: i signori ci portino la dichiarazione dei redditi e poi capiremo se versano davvero in miseria o se il loro non è solo invece un atto di egoismo di quelli che raramente si vedono. Prima D. L. faccia il suo dovere di figlia». Sulla questione assicura un interessamento il Comune di Campagna Lupia”.


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