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Aosta, Alex Bonin litiga con la moglie e scappa: sparito da giorni

AOSTA – Ricerche nei boschi e nelle grotte dell’alta Valle d’Aosta e indagini sugli ultimi movimenti bancari: si stanno intensificando nelle ultime ore le attività del sistema regionale di protezione civile e della squadra mobile della questura di Aosta per rintracciare Alex Bonin, istruttore di rafting di 24 anni, scomparso da venerdì scorso dopo una lite con la moglie. A dare l’allarme, sabato mattina, era stata la donna: oltre a non essere rientrato a casa Bonin non si era nemmeno presentato al lavoro. Le operazioni si sono subito concentrate nei comuni che circondano il ponte di Chavonne (Villeneuve), dove è stato visto l’ultima volta, e in alcune località intorno ad Aosta da dove sono giunte alcune segnalazioni di presunti avvistamenti. A quattro giorni dalla scomparsa gli investigatori non escludono alcuna pista, nemmeno quella della fuga. Tra i tanti misteri al centro dell’attenzione anche quello sui due telefoni e sul tablet che il giovane aveva con se’ e che risultano spenti.

I vigili del fuoco hanno esplorato in modo più approfondito alcune zone particolarmente impervie ai margini delle aree già battute e comunque comprese nel raggio di un chilometro dal punto di ultimo avvistamento, il ponte di Chavonne sulla Dora Baltea, a Villeneuve. C’è stata anche una segnalazione: un uomo che, visto di spalle, potrebbe corrispondere all’identikit di Alex Bonin è stato visto ieri sul ponte del paese. La persona che l’ha notato l’ha riferito oggi ai soccorritori, che però non considerano molto puntuale l’avvistamento (perché avvenuto a distanza, soltanto di spalle e senza colloquio). A quattro giorni dalla scomparsa, si intensificano anche le indagini della polizia. Oltre a due cellulari, entrambi spenti, nello zaino il giovane ha un tablet, che però risulta scollegato da internet. Difficile quindi compiere accertamenti informatici che possano essere d’aiuto per capire le sue intenzioni. La squadra mobile della questura di Aosta al momento non esclude alcuna pista, nemmeno la fuga, nei boschi o all’estero, magari con mezzi pubblici. Al vaglio degli investigatori anche movimenti sul conto corrente ed eventuali prelievi di denaro contante. Le ricerche sul territorio dei giorni scorsi, coordinate dalla protezione civile, hanno dato esito negativo. Sono stati battuti a tappeto boschi, sentieri, caseggiati a Villeneuve e Roisan, le miniere di Pompiod a Jovencan, e l’itinerario per il bivacco Luigi Pascal a Morgex.


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