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Aosta, Seracco travolge guida e alpiniste: 3 morti sul Monte Bianco

AOSTA – Sulla via che porta al Mont Maudit, teatro quattro anni fa di uno dei più gravi incidenti degli ultimi anni sulle Alpi, 9 morti e 11 feriti, si è consumata una nuova tragedia nel massiccio del Monte Bianco, che allunga l’elenco delle vittime nell’estate in montagna.

A perdere la vita nel crollo di un seracco sul versante francese, a 4.100 metri di altitudine, sono stati un cinquantenne tedesco, guida alpina, e le due clienti nella scalata, una slovacca di 32 anni e un’anglo-polacca di 33. Il distacco dell’imponente massa di ghiaccio e neve è avvenuto martedì, ma l’allarme è scattato soltanto ieri, anche perché alcuni testimoni erano sicuri che non era rimasto coinvolta nessuna persona. Invece, sepolti sotto uno strato di neve tra 50 centimetri e un metro, c’erano tre corpi, la guida e le due giovani donne. Le alpiniste sono state trovate dalle squadre della gendarmeria di Chamonix mercoledì sera, la loro guida questa mattina.

Tutti avevano gravi traumi al cranio, quindi sarebbero morti sul colpo dopo essere stati trascinati per oltre 150 metri. Il terzetto era partito a Ferragosto con l’obiettivo di salire sulla vetta del Bianco, attraverso la via dei tre monti, una dei normali percorsi di ascensione. Avevano trascorso una serata al rifugio des Cosmiques, a quota 3.613, martedì all’1 e 15 la cordata era partita in direzione del Mont Maudit, ma dopo quattro ore di ascensione la guida alpina e le due sue clienti sono state travolte dal distacco del seracco. Cinque giorni fa sul Monte Bianco l’ultimo grave incidente dopo quello scoperto ieri: era rimasto vittima una guida alpina con un’esperienza trentennale, Daniel Rossetto, 67 anni, in passato scampato a due tragedie, compresa quella del 2012 sul Mont Maudit. In cordata con un cliente, sopravvissuto, Rossetto era caduto per 250 metri dal Triangle du tacul, tra neve e roccia, morendo sul colpo. L’estate 2016 si conferma con un bilancio pesantissimo per gli incidenti in montagna: soltanto ad agosto, il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) ha affettuato circa 630 interventi, con circa 1400 uomini impiegati. E in questi primi 20 giorni le vittime in montagna in Italia sono state 24.